Canoni d'affitto controllati e mutui agevolati: il pacchetto casa bis del governo

Allo studio dell'esecutivo anche sgravi fiscali per chi acquista per affittare, sul modello di quanto fatto in Francia. Coinvolta l’Associazione nazionale dei costruttori.

Il governo starebbe mettendo a punto un pacchetto casa-bis che prevede canoni controllati per chi non riesce a pagare l’affitto e mutui a tasso zero per le giovani coppie. Secondo il Corriere della Sera di oggi della questione si starebbe interessando direttamente il dipartimento del Tesoro del Mef in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture, il cui titolare Maurizio Lupi assicura che “entro fine anno ci sarà un nuovo decreto”.

Case popolari nelle caserme - In base alle indiscrezioni dopo un primo, e timidissimo, aiuto per i mutui alle giovani coppie e alle famiglie numerose (nel decreto che ha cancellato la prima rata Imu) l’esecutivo intenderebbe destinare una parte degli immobili pubblici da dismettere all'edilizia sociale. Ad esempio alcune caserme delle forze armate rimaste inutilizzate potrebbero essere oggetto di ristrutturazione e una volta trasformate in immobili residenziali gli appartamenti verrebbero affittati con un canone calmierato. Oppure venduti a un prezzo accessibile alle famiglie meno abbienti. Sempre secondo il CorSera anche gli appartamenti invenduti e rimasti nella disponibilità dei costruttori potrebbero essere destinati a simili misure. Dando così una mano a un settore che ha pagato un conto pesante alla crisi.

Come detto sarebbero allo studio agevolazioni sui mutui alle giovani coppie con reddito basso e detrazioni fiscali per chi compra una casa per poi affittarla, il cosiddetto dispositivo Scellier introdotto in Francia dal governo Sarkozy (con buoni risultati) e confermato da quello Hollande.

Mutui a tasso azzerato - Le giovani coppie al di sotto di un certo livello livello Isee potrebbero ottenere un mutuo e tasso zero dalle banche che in cambio avrebbero degli sgravi fiscali da parte dello Stato.

Cedolare secca - Nelle intenzioni del governo ci sarebbe anche una revisione delle cosiddetta cedolare secca, cioè la percentuale fissa dell’affitto che il proprietario di casa versa all'erario. Con il decreto Imu il prelievo è già sceso per il canone concordato dal 19% al 15%. Adesso la cedolare potrebbe essere ridotta ancora, nonché allargata alle società che affittano. Una misura che dovrebbe incentivare la locazione: il canone infatti non si somma al reddito del titolare dell’immobile. Tra le ipotesi al vaglio anche la detraibilità delle spese per la manutenzione straordinaria della casa.

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