Service Tax: aliquota al 3 per mille?

Manovra 2013: service tax e cuneo fiscale nella legge di stabilità. La nuova tassa sarà gestita interamente dai comuni. Riduzione delle tasse sul lavoro per chi guadagna meno di 55mila euro.

Ieri il premier Enrico Letta su Twitter invitava la stampa ad andarci piano sulle “indiscrezioni spacciate per fatti" sulla legge di stabilità. In attesa del Consiglio dei ministri di domani.

Messaggio rivolto ai giornalisti ma anche probabilmente ad alcuni membri dello stesso esecutivo, un po' più loquaci degli altri. Di indiscrezione in indiscrezione, l’ultima relativa alla legge finanziaria - che dovrebbe aggirasi sui 13-15 miliardi di euro - riguarda il passaggio dall’IMU alla Service tax, che sarà lasciata per intero nella mani dei Comuni.

Service tax - Prenderà il posto di Imu e Tarsu inglobando in realtà entrambe nella nuova tassa. Quanto si pagherebbe? Si parla di una tassazione al 3 per mille o di una aliquota massima di 30 centesimi di euro per metro quadro. La Service tax costerà la metà di Imu e Tares come promesso dal governo? È ancora presto per dirlo. Per ora si sa che l’esecutivo avrebbe messo sul piatto 2 miliardi per alleviare il peso della nuova tassa.

Cuneo fiscale - Si vanno delineando anche i contorni dell’intervento nella legge di Stabilità per la riduzione del cuneo fiscale, ovvero della differenza tra il costo del lavoro lordo a carico dell'imprenditore e quanto prende netto un dipendente in busta paga. La sforbiciata alle tasse pagate sul lavoro dovrebbe riguardare chi guadagna meno di 55mila euro l’anno. Si andrebbe verso un intervento da 5 miliardi nel 2015, da 3 miliardi nel 2014 e 2 miliardi nel 2016.

Interventi strutturali per complessivi 10 miliardi in tre anni. Confindustria ne vorrebbe 15 entro il 2014. L'intervento all’inizio dovrebbe favorire i dipendenti, poi le imprese. Per quest’ultime si pensa alla deducibilità del costo del lavoro dall'Irap e al potenziamento dell'Ace. E ancora a sconti fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato e di giovani svantaggiati da finanziare con i fondi europei.

La manovra destinerebbe quindi almeno 5 miliardi per il cuneo, 2 per il patto di stabilità e 4 per le spese indifferibili (come missioni, contratti vari, 5 per mille, trasporto pubblico locale) e il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga.

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