Il Financial Times: dal governo italiano protezionismo su Alitalia

Ma Palazzo Chigi smentisce: «È esattamente il contrario»


“Il protezionismo industriale è tornato di moda a Roma", comincia così un editoriale del Financial Times di oggi, intitolato "I passi falsi di Letta", editoriali in cui si mette sotto accusa l'operato del governo italiano riguardo il caso Telecom, ma soprattutto riguardo Alitalia, dopo che le ultime manovre sembrano aver scongiurato l'ipotesi di fallimento o di cessione ad Air France.

Scrive il FT:

Cinque anni fa, quando la compagnia stava per fallire, l'allora premier Silvio Berlusconi si oppose fieramente alla vendita ad Air France Klm, insistendo che la linea dovesse restare italiana. Quindi vendette il vettore a un gruppo di imprenditori italiani, senza esperienza nel settore dell'aviazione. Ai contribuenti venne rifilato il fardello dei debiti di Alitalia. Questo piano però non ha riportato in salute la compagnia. Alitalia è di nuovo sull'orlo della bancarotta e il governo ha deciso di ripetere l'errore del 2008, ideando una soluzione che mantenga il vettore in mani italiani. Pote Italiane entrerà nel capitale.

Il quotidiano sottolinea che la logica di questa manovra è "incomprensibile", visto che non ha senso una sinergia tra una linea aerea e un servizio postale, e il fatto che dietro le Poste ci sia comunque lo Stato italiano fa sospettare che alla base ci siano degli aiuti di Stato. Il tutto mentre la cessione ad Air France sarebbe una soluzione migliore, anche perché l'Italia ha bisogno di investimenti stranieri.

Da parte di Palazzo Chigi non è arrivata una replica ufficiale, ma fonti del governo fanno sapere che la verità è diversa:

Quella su Alitalia è un'operazione per arrivare a negoziare la fusione con un partner internazionale in condizione di spuntare risultati positivi.

Quindi non si tratta di protezionismo, ma di una manovra per arrivare alla cessione in termini migliori.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail