La Trise costerà meno dell’IMU

Lo studio della Cgia di Mestre.

La Trise, il nuovo tributo che dal 2014 sostituirà l'Imu e la Tares, è composto di due voci, la Tari e la Tasi. La prima serve per pagare i costi di gestione dei rifiuti urbani e quindi vi è soggetto chiunque li produca. La Tasi invece serve a finanziare gli altri servizi comunali di base e deve essere pagata da chi possiede occupa o detiene a qualsiasi titolo unità immobiliari, con aliquota di base fissata all’uno per mille.

Se per la Uil la Tasi peserà in media per 109 euro a famiglia (con picchi di 269 euro a Bologna, di 250 a Milano e 198 a Roma) secondo i calcoli della Cgia di Mestre invece con la nuova Trise, in vigore dal 2014, un proprietario di prima casa pagherebbe di più rispetto al 2013 ma meno rispetto al 2012:


Ciò è dovuto al fatto che nel 2012 la prima casa era soggetta all'Imu, mentre quest'anno l'imposta sulla prima casa è stata abolita.

L’analisi, spiega la Cgia, è stata fatta:


considerando, per l'anno 2012, l'importo del servizio di asporto rifiuti e dell'Imu sostenuto da un proprietario di prima casa; per l'anno 2013 si è invece considerato solo l'importo della Tares (tassa sui rifiuti), comprensivo della maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato; infine, per l'anno 2014, si è calcolato l'esborso derivante dall'Introduzione della Trise, la nuova tassa che dovrebbe essere composta dalla somma della Tari (ex Tarsu/Tia/Tares) e della Tasi (tassa sui servizi indivisibili) che in queste simulazioni abbiamo ipotizzato con aliquota all'1 per mille.

Qualche esempio - per un’abitazione di tipo civile (di categoria A2) con una superficie di 114 metri quadrati (valore medio nazionale) e una rendita catastale di 625 euro, nel 2014 il proprietario dovrebbe pagare 369 euro, cioè 264 euro di rifiuti e 105 euro di Tasi. Cioè 71 euro in più rispetto al 2013, ma 147 euro in meno del 2012. L’associazione artigiani e piccole imprese Mestre nota poi che tenendo conto della della composizione familiare, l’agevolazione rispetto al 2012 diminuisce al crescere del numero dei figli in quanto l’Imu prevedeva una detrazione di 50 euro per ogni figlio residente in casa.

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