Risparmiare sulle spese domestiche con il cohousing!

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Cohousing: che cos'é?

Nato in Scandinavia negli anni '60, il cohousing é un esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Oggi é diffuso specialmente in Norvegia e Svezia (naturalmente), Danimarca, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone.

In che cosa consiste? Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini...) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.

Perché parliamo di cohousing?

Il motivo é semplice: dopo un'esperienza trentennale nel Nord Europa e negli Usa, il cohousing sbarca anche in Italia. Questo modello abitativo ha infatti suscitato un immediato e acceso interesse a Milano e dintorni in occasione di un recente sondaggio promosso dall'Agenzia per l'innovazione sociale Innosense con il Politecnico. Sondaggio da cui si ricava che per la coresidenza siano pronte almeno 20mila famiglie tra Milano e provincia. Sono anche state individuate aree per 70mila mq potenzialmente adatte a realizzare tre-quattro insediamenti da 15 milioni l'uno. Dalla ricerca è nata in Italia la prima community sul Web - www. cohousing.it - considerata una tappa decisiva per la sua promozione. Il web ha infatti individuato le persone interessate e che potranno partecipare ai primi progetti di coabitazione.

Dalle analisi condotte negli Usa su situazioni urbane analoghe a quella della metropoli lombarda risulta che condividendo servizi come il carsharing, il nido, la lavanderia, la palestra c'è un risparmio del 15-20% sul bilancio familiare. Nel vecchio continente le tipologie edilizie prevalenti sono quelle delle villette a schiera organizzate intorno all'ambiente condiviso. Più recentemente, sta prendendo piede il recupero degli ex edifici industriali. Oppure, sempre alla ricerca di una vita di relazione più intensa e stabile, si sono verificati casi in cui un gruppo di vicini ha eliminato i muretti divisori fra le villette per poi comprare tutti insieme una casa da trasformare nell'area servizi.

Lo studio Innosense- Politecnico - sostenuto anche dai costruttori dell'Ance e dall'Ikea (la multinazionale svedese dell'arredo a basso costo) - voleva individuare l'eventuale propensione verso questa nuova modalità abitativa. Risultato? In poco tempo sono state raccolte oltre duemila manifestazioni di interesse.

I benefici economici sembrerebbero notevoli perché la condivisione di beni e servizi consente di risparmiare sul costo della vita perché si riducono gli sprechi, il ricorso a servizi esterni, il costo dei beni acquistati collettivamente.

Secondo Innosense “scegliere impianti e tecnologie di isolamento con un’elevata efficienza energetica, consente di ridurre i costi delle bollette fino al 40 %”. Secondo Ambiente Italia “un impianto combinato (acqua calda sanitaria e riscaldamento) per uno stabile di 50 appartamenti a Torino costa 72mila euro con un risparmio in bolletta di 4300 euro se l’impianto preesistente è a gas e di 6880 se è a gasolio”. Il risparmio aumenta se si acquista tramite contratti collettivi di energia sul libero mercato, come l’energia verde (vedi www.la220.it).

Il risparmio si ottiene anche con la condivisione di alcuni servizi come la lavanderia. Si può optare per un locale in comune dove installare le lavatrici con capienza oltre i 5 kg., da scegliere con l’etichettatura energetica A e A+.

Sul Blog del Governo ancora: anche la realizzazione di un asilo nido, permette di risparmiare. Una famiglia spende in media più di 400 euro mensili, mentre - secondo Innosense - un asilo in comune consente di risparmiare fino al 70%.

Il governo ha l’obbligo politico e morale di muoversi con decisione su questa via.

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