Blitz IVA sulle auto aziendali: sotto tiro anche i fringe benefit

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Come già precedentemente annunciato, il Governo ha varato il provvedimento sulle misure compensative, volte al recupero del debito da 15 miliardi prodotto dalla sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 14 settembre (leggi). Sentenza quest’ultima che sanciva l’illegittimità delle deroga sulle limitazioni alle detrazioni Iva per le auto aziendali e condannava il Fisco italiano al rimborso dell’Iva illegittimamente versata dai contribuenti relativa agli anni 2003, 2004 e 2005.

La bolletta auto (13,4 miliardi di euro) non andrà a pesare interamente sulla finanziaria ma ne metterà a suo carico solo 5 miliardi.

Il contenuto del provvedimento, secondo quanto riportato dal Sole24Ore di oggi, rappresenta un vero e proprio giro di vite.

Ma procediamo con ordine.

I presupposti: il 14 settembre scorso, i giudici europei, hanno emesso una sentenza che giudica illegittima la deroga sulle limitazioni alle detrazioni Iva per le auto aziendali.

Per effetto della sentenza si é generato un credito di 13,4 miliardi di euro in capo ai contribuenti e un debito pari alla stessa somma in capo all’Erario.

Il problema su cui si sono dovuti arrovellare il cervello i nostri “Tecnocrati” non è stato come pagare questo debito, e nemmeno in quanto tempo pagarlo, ma piuttosto dove prendere i soldi per estinguere questo nuovo “debito di Giulio Cesare” del nostro sempre “equissimo” Stato.

Risultato? Ovvio: a pagarne il prezzo saranno gli stessi contribuenti del settore auto, che già per il 2006 dovranno sostenere un aggravio di prelievo pari a 5 miliardi di euro.

Salvo ripensamenti il decreto collegato alla finanziaria modificherà la deducibilità ai fini delle imposte Ires, Irpef e Irap dei costi sostenuti per le auto aziendali.

E non è tutto: pagarne saranno anche i dipendenti che utilizzano queste vetture in modo misto (i cosiddetti fringe benefit).

Ecco in sintesi le principali novità introdotte dal decreto:


  • abolizione della deducibilità (fino ad oggi limitata al 50%);
  • riduzione alla metà della percentuale riconosciuta ai professionisti (dal 50% al 25%);
  • solo per agenti e rappresentanti la misura dell'attuale 80% resterà immutata.

Le misure adottate dal Governo intervengono, inoltre, anche sulla quantificazione del valore imponibile del benefit in caso di auto assegnata in uso misto a dipendenti e collaboratori prevedendone un incremento.

Secondo gli esperti del Sole24Ore, per un dipendente che utilizza per tutto il 2006, sia per motivi lavorativi che personali, un’auto aziendale modello Fiat Idea 1.2/16V, il compenso in natura da assoggettare a ritenuta su una percorrenza di 15.000 km passa da 1.700 euro circa del vecchio regime a circa 3.000 euro (2.838 per essere precisi) di quello nuovo. Per eludere quest'effetto la retribuzione mensile dovrà essere incrementata di 94,62 euro (+67% circa la quantificazione del benefit precedente).

Se passeranno Governo e Finanziaria le misure avranno effetto dal 1° gennaio '06.

Insomma, niente di nuovo, perché era tutto già nell'aria, lo stesso Visco, d’altro canto, aveva annunciato, il giorno successivo alla bacchettata dell’Ue, che si sarebbero dovute prendere le contromisure necessarie e che sarebbero toccate allo stesso settore produttivo.

Il minor gettito post-sentenza, per il 2006 stimato in 3,7 miliardi di euro (13,4 miliardi in ragione della competenza economica per il pagamento arretrati 2003-2005), ora non dovrebbe essere più un problema.

Ma la commissione europea: è d’accordo?

La risposta, come sempre, tra vent’anni…

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