Tasse bloccate se la pubblica amministrazione non paga le imprese

La novità è contenuta nella bozza del decreto "Fare bis" del governo, previsto anche l’innalzamento del limite annuo per le compensazioni fiscali.

La pubblica amministrazione non ha ancora pagato i suoi debiti verso un’impresa fornitrice di beni e servizi? Se è così allora anche il pagamento delle tasse da parte di quell’azienda può attendere. Almeno sino alla fine dell’anno e per un importo uguale alle fatture non pagate dalle amministrazioni pubbliche.

Questo prevede la bozza del decreto legge Fare bis che nelle intenzioni del governo dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri entro fine mese o a inizio del prossimo.

Le somme che lo Stato deve alle imprese, in totale 91 miliardi secondo Bankitalia, potranno anche essere usate per saldare il conto di accertamenti con adesione o con mediazioni tributarie.

E ancora tra le novità del decreto Fare 2 del governo Letta ci sarebbe, scrive Italia Oggi, l’innalzamento del limite annuo per le compensazioni fiscali che dal 2014 salirà da 700mila euro a un milione di euro, a 2 milioni per le società con bilanci certificati da una società di revisione e a 4 milioni per le società quotate in borsa.

L’esecutivo cerca per questa via di snellire la montagna di debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni nei confronti di imprese, lavoratori autonomi e professionisti. Una modifica al dl numero 35 del 2013 permetterebbe poi la compensazione non più delle sole somme iscritte a ruolo, ma anche di quanto si deve all’erario dopo accertamenti con adesione, acquiescenza, conciliazione, mediazione e con una definizione agevolata delle sanzioni.

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