Electrolux annuncia 2.000 licenziamenti: allarme nelle fabbriche italiane

Nel terzo trimestre dell’anno l’utile del gruppo è calato del 29%. 200 i dipendenti che lavorano nelle 4 fabbriche italiane.

Il gigante svedese degli elettrodomestici Electrolux annuncia un calo degli utili e la conseguente necessità di licenziare circa 2.000 dipendenti in Europa, Medio Oriente e Africa.

Nel terzo trimestre dell’anno l’utile è in flessione 29%: 75 milioni di euro in meno. Il primo colpo Electrolux lo ha battuto ieri in Australia dove l’azienda ha ordinato la chiusura di uno stabilimento mandando a casa 500 operai.

Il gruppo ha in tutto 60.000 dipendenti. I tagli al personale sono motivati dall’azienda dalla domanda in calo nei principali mercati di sbocco dell'azienda in Europa anche se sui mercati emergenti e in America del Nord la domanda è in crescita.

Il gruppo in una nota spiega che a causa delle insoddisfacenti performance del settore elettrodomestici è stata prevista un'organizzazione meno complessa, più veloce ed efficace nel raggiungere i target prefissi e gestire il mercato.

Ed è ovviamente allarme rosso nella fabbriche italiane di Electrolux che si trovano a Forlì in Emilia, a Porcia in Friuli, a Solaro in Lombardia e a Susegana, in Veneto. L’azienda ha fatto sapere che analizzerà:

in dettaglio se dovrà mantenere le sue quattro fabbriche italiane.

Entro fine aprile 2014 verrà conclusa la valutazione e fino ad allora i circa 200 dipendenti che lavorano negli stabilimenti italiani del gruppo rimarranno con il fiato sospeso, in attesa di conoscere il loro futuro.

L’analisi riguarderà la competitività di costo delle produzioni italiane e la loro sostenibilità, per capire se e con quali azioni sia possibile alzare il livello di concorrenzialità e ridurre i costi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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