Tassa sulla casa, il governo apre alle modifiche e pensa a nuove detrazioni

La nuova Tasi è al centro delle polemiche, e il governo pensa di emendarla


È appena nata, ma la Tasi – la componente della nuova Trise che riguarderà i servizi indivisibili dei Comuni – fa già discutere, e ieri il premier Letta e i ministri Lupi e Saccomanni hanno compiuto i primi passi per modificarla in Parlamento prima che entri in vigore. Se infatti è vero che il gettito complessivo della Tasi sarà inferiore a quello dell'Imu, è anche vero che questi calcoli si riferiscono solo all'aliquota base dell'1 per mille.

Nei giorni scorsi sindacati e associazioni di categoria avevano denunciato come la nuova tassa sulla casa, pur avendo aliquote più basse della vecchia Imu, peserà di più sui contribuenti per mancanza di detrazioni. E l'associazione dei costruttori edili ha denunciato un aggravio del 72% delle imposte sulla prima casa solo con l'aliquota minima (che i comuni possono alzare fino al 10 per mille sulle seconde case). Grida d'allarme che il governo ha ritenuto di accogliere, mettendo in campo delle modifiche.

E mentre il ministro delle Infrastrutture Lupi ha annunciato che presenterà degli emendamenti, ieri Letta e Saccomanni si sono riuniti per studiare delle soluzioni che permettano di rispettare il gettito preventivato e al tempo stesso di non gravare sulle famiglie. Al momento sono allo studio due tipi di detrazioni: la prima prevede una detrazione unica a livello nazionale, come succedeva per l'Imu, anche se la franchigia dovrà essere più bassa visto che l'importo della Tasi sarà inferiore. Si parla di una detrazione intorno ai 100 euro, con possibilità però per i sindaci di aumentare l'aliquota sulla prima casa fino al 4 per mille, cioè l'equivalente della vecchia Imu, per rientrare nei bilanci.

La seconda ipotesi è quella di una detrazione nazionale più bassa, attorno ai 50 euro, a cui però corrisponderebbe un minor margine di manovra per i comuni, che potrebbero aumentare l'aliquota solo fino al 2,5 per mille, con il risultato però che moltissimi enti locali si troveranno ad applicare l'aliquota massima. Altra ipotesi allo studio, stavolta direttamente dal Parlamento, è quella di introdurre delle detrazioni collegate all'Isee dei nuclei familiari in modo da aiutare i redditi più bassi.

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