Il taglio del cuneo fiscale non è equo

Audizione del presidente designato della Corte dei conti davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato: "con la legge di stabilità si pongono le basi per una tregua fiscale".

La riduzione del cuneo fiscale, cioè della differenza tra quanto un dipendente costa al lordo a un’azienda e quanto quest’ultimo percepisce di stipendio netto mensile, pone problemi “distributivi e di equità” perché ne sono esclusi oltre ai lavoratori autonomi, anche gli incapienti e i pensionati.

Ad accendere il faro sulla misura contenuta nella legge di Stabilità che mira a far diventare più pesanti le buste paga (si parla di 14 euro al mese netti in più, un’inezia) e far pagare meno tasse alle imprese, è stato questa mattina il presidente designato della Corte dei conti Raffaele Squitieri. In audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato l’alto magistrato contabile stamane ha detto:

"Questi risultati scontano uno sgravio Irpef di portata contenuta (168 euro annui in corrispondenza del livello di reddito più avvantaggiato, pari a 15.000 euro) e dal perimetro limitato (4 contribuenti su 10, ossia quelli che dichiarano redditi da lavoro dipendente e assimilati fra gli 8 e i 55.000 euro).

E ancora:

"Oltre ai lavoratori autonomi sono esclusi dal beneficio gli incapienti e i pensionati, ossia circa 25 milioni di soggetti che comprendono evidentemente anche le categorie in maggiori difficoltà economiche. Ciò comporta evidenti problemi distributivi e di equità".


Ricordiamo che il governo varando la manovra finanziaria ha stanziato 2,7 miliardi per la riduzione del cuneo per il 2014, di cui 1,56 miliardi a favore dei lavoratori dipendenti.

Il presidente della Corte dei Conti riconosce che con la Legge di stabilità:

''si pongono le condizioni per una tregua fiscale basata su una dose elevata di deterrenza''.

E che:

''L'individuazione di tagli significativi alle agevolazioni fiscali e l'apposizione di clausole di salvaguardia rappresentano un monito stringente per l'effettiva attuazione di quelle modifiche organizzative tante volte annunciate ma che ancora attendono un compimento''.

Secondo Squitieri le limitate risorse disponibili vanno impiegate nelle riforme mettendo a punto una strategia complessiva di politica economica e di finanza pubblica e rafforzando l'efficacia degli interventi già avviati.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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