Istat: Pil a -1,8% nel terzo trimestre, raddoppiati i poveri

4,8 milioni gli individui in povertà assoluta, contro i 2,4 del 2007


Calo peggiore del previsto per il Prodotto interno lordo italiano nel terzo trimestre 2013 e raddoppio del numero dei poveri. Altri dati allarmanti assieme al calo dell'occupazione nelle grandi imprese, evidenziato sempre oggi dall'istituto di statistica. Dati che mostrano una situazione che sembra ben lontana dallo scenario di "fine crisi" di cui ha parlato il ministro Saccomanni.

Per il terzo trimestre 2013, l'Istat prevede infatti una flessione lievemente superiore rispetto alla previsione del governo (-1,7%). A ciò seguirà "una debole variazione positiva" e a fine anno dovrebbe quindi "terminare la fase recessiva iniziata nel secondo semestre del 2011". La situazione critica dell'economia italiana si riverbera anche sul benessere delle famiglie, con dati se possibile ancora più preoccupanti per quanto riguarda il numero dei poveri.

Dal 2007 al 2012 il numero di individui in povertà assoluta è esattamente raddoppiato da 2,4 a 4,8 milioni. Quasi la metà (2,3 milioni) vivono al Sud e di questi poco più di 1 milione sono minori. Prevedibile anche il dato sul calo degli acquisti da parte delle famiglie: il 65% di loro compra di meno. E per il 2014, l'aumento dell'Iva al 22% porterà un aumento dello 0,3% dell'inflazione rispetto allo stesso scenario senza aumento dell'Iva.

Infine l'Istat, in audizione oggi al Senato, ha sottolineato come le misure del governo per il taglio del cuneo fiscale avvantaggino le famiglie più ricche. Infatti sono i nuclei con il maggior numero di occupati per famiglia a godere dei benefici maggiori, e questi nuclei fanno perlopiù parte dei "due quinti più alti".

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