I bancari incrociano le braccia. L’Abi: disponibili al confronto

Corteo a Ravenna e agitazioni a Genova, Padova, Milano e Roma contro il mancato rinnovo del contratto. L'Associazione banche italiane: "nessuna chiusura preconcetta".

Si tiene oggi lo sciopero nazionale dei bancari per il mancato rinnovo del contratto di categoria, le trattative sono infatti bloccate da luglio. Erano 13 anni che i dipendenti di banca non incrociavano le braccia.

In tutto a partecipare all’agitazione saranno circa 300mila lavoratori degli istituti associati all'Abi (Associazione bancaria italiana), causando ovvi disagi alla clientela.

I sindacati di categoria hanno organizzato per oggi un corteo a Ravenna, la città del presidente dell'Abi Giovanni Patuelli, e altre manifestazioni a Genova, Padova, Milano e nella capitale:

"contro la disdetta unilaterale e anticipata dei contratti nazionali, per il mantenimento del fondo di solidarietà, contro le minacce di nuovi tagli a occupazione e retribuzioni".


Lo sciopero era stato indetto dopo che l’Abi, il 16 settembre, aveva unilateralmente stracciato il contratto collettivo nazionale firmato a gennaio dell’anno scorso. Contratto non più ricevibile per il peggioramento del quadro economico: sotto il peso delle crescenti sofferenze bancarie sostenere gli oneri, a cominciare dalla previdenza integrativa, diventa difficile.

Il vicepresidente dell'Abi, Francesco Micheli intervenuto questa mattina a L'Economia prima di tutto su Radio1 Rai, non chiude la porta alle trattative per la disdetta del contratto nazionale di categoria. Dopo lo sciopero:

“noi siamo sicuramente disponibili al confronto, cosa che abbiamo auspicato e ribadito nel momento stesso in cui abbiamo dato la disdetta del contratto: sulla trattativa non abbiamo nessuna chiusura preconcetta e questo i sindacati lo sanno. Noi non vogliamo aspettare il 30 giugno per il contratto perché sarebbe troppo tardi. Abbiamo il tempo per metterci al tavolo e riconsiderare ogni aspetto, soprattutto dal punto di vista normativo e non vediamo perché non sia debba fare''.

Secondo le 8 sigle sindacati dei bancari - Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unità Sindacale Falcri Silcea - L'Abi non la racconta giusta perché il costo del lavoro è calato sotto la media dei concorrenti europei e il governo dovrebbe essere più attento ai lavoratori del settore invece di pensare solo a dare consistenti bonus fiscali agli istituti di credito, come previsto dalla legge di Stabilità.

© Foto Getty Images

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