Dg di Bankitalia: "Fare credito è difficile, serve una migliore selezione"

Salvatore Rossi avverte le banche: "Devono aumentare la loro capacità di fare una intelligente selezione del credito".

Salvatore Rossi, il direttore generale della Banca d'Italia, oggi ha partecipato a un convegno a Genova, organizzato nell'ambito del Festival della Scienza e intitolato "Chi ha rubato il futuro ai giovani?". Ebbene, a margine dell'incontro ha parlato della difficoltà di fare credito in questo periodo e analizzando i motivi della stretta ha detto che essa è il risultato di cinque anni di recessione, della più grave crisi dal dopoguerra, che ha reso dunque complicata la concessione del credito.

Rossi ha anche precisato che le imprese che esportano e che vanno bene nonostante la crisi chiedono meno credito, ma è aumentata la richiesta di chi è in difficoltà e dunque le banche cercano di essere più prudenti. Il direttore generale si è mostrato scettico sulla capacità da parte degli istituti bancari di individuare chi è realmente più meritevole di ottenere il credito. Per la precisione, quando gli è stato chiesto se il credito va a chi merita, Rossi ha risposto:

"Spero di sì, ma non sono sicuro che in tutti i casi il criterio del merito venga applicato sapientemente nell'erogazione del credito"

evidenziando dunque un grave problema nella trasmissione del credito dalle banche, che ne fanno scorta a basso costo dalla Banca Centrale Europea, e il Paese e i suoi cittadini che sono coloro che effettivamente producono e consumano.
Il dg di Bankitalia ha poi chiarito il suo punto di vista:

"Bisogna che le banche aumentino la loro capacità di fare una intelligente selezione del credito e che la struttura finanziaria italiana sia meno dipendente dal credito bancario"

In sostanza, secondo Rossi, agli istituti bancari occorre chiedere "le cose giuste" e non quello che non devono e non possono fare. Le risorse raccolte dai risparmiatori devono essere impegnate in modo oculato, "senza correre avventure a sostegno dell'economia che è fatta di famiglie e imprese".

Al settore finanziario non devono poi essere addossate le responsabilità per l'incapacità del Paese di cominciare la ripresa, ma serve che il Parlamento e il Governo mettano in atto delle politiche in grado di aiutare la società e l'economia a uscire da una condizione che ha le radici a prima dell'inizio della crisi, perché la difficoltà dell'economia italiana nella competizione internazionale è evidente da almeno un ventennio.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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