Giovannini: il bonus lavoro per i giovani non è un flop

Dopo Letta che accusa Grillo e chi osa criticare il governo di disfattismo, oggi è il ministro del lavoro Giovannini a difendere il provvedimento dell'esecutivo.

Dopo la polemica scoppiata ieri tra Beppe Grillo e il presidente del consiglio Enrico Letta sulla reale efficacia del bonus lavoro per i giovani - un flop per il leader del Movimento 5 Stelle - oggi a difendere il provvedimento del governo è il titolare del ministero del lavoro Enrico Giovannini, con una lettera inviata al CorSera.

Era stato lo stesso il quotidiano di via Solferino ieri a dare fuoco alle polveri, pubblicando i dati sulle prime richieste giunte all'Inps da parte delle aziende per ottenere il bonus per assumere a tempo indeterminato lavoratori tra i 18 e i 29 anni. A fine ottobre sono arrivavate 13.770 domande. Grillo sul suo blog è così passato all’attacco:

la tanto sbandierata misura che avrebbe dovuto garantire 200mila assunzioni ha fallito miseramente.

Giovannini spiega che i fondi sono stati spalmati su tre anni quindi chi pensava che le assunzioni fossero fatte "tutte in poche settimane" ha preso un abbaglio. L’obiettivo - come detto anche dal premier in risposta a Grillo - è creare 100mila posti di lavoro appunto in un triennio.

Anzi il governo, continua Giovannini:

aveva previsto correttamente i comportamenti delle imprese in un momento ancora difficile come l'attuale.

Secondo l’ex presidente dell’Istat:

a fine ottobre le domande sono risultate circa 14.000 (di cui 5.300 nelle regioni del Mezzogiorno), un valore che, se estrapolato ai prossimi 20 mesi di vigenza dell'incentivo, appare del tutto coerente con le circa 100.000 assunzioni complessivamente finanziabili con gli 800 milioni stanziati per il triennio 2013-2015. Tra l'altro, immagino che se fossero già pervenute 100.000 domande qualcuno avrebbe detto che l'incentivo era eccessivo e che stavamo sprecando i soldi pubblici.

Rimane il fatto che non si può pensare di combattere una disoccupazione giovanile arrivata al 40,4% - 8 giovani su 10 a spasso - con la sola leva fiscale. Ricordiamo dal 2007 ad oggi, cioè dall'inzio della crisi, i disoccupati in Italia sono 1 ,2 milioni in più.

Nel documento sul cosiddetto piano Garanzia Giovani della struttura di missione presso il ministero del Lavoro si legge che:

preoccupa, in particolare, il fenomeno dei giovani 15-24enni non impegnati in un'attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet), stimabili in circa 1,27 milioni pari al il 21% della popolazione di questa fascia di età, percentuale che supera il 30% in alcune delle più importanti regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia).

Sulla base di questo documento preparatorio entro il 31 dicembre 2013 sarà definito un Piano nazionale per i giovani, da approvare poi in Conferenza Stato-Regioni e da presentare in sede europea. Nel documento preparatorio si prevede di preparare il giovani all'ingresso nel mercato del lavoro con colloqui specializzati, percorsi di costruzione del cv, sistematiche attività di orientamento. E ancora interventi ad hoc per i Neet attraverso partnenariati con imprese, istituzioni pubbliche e enti non-profit, e percorsi verso l'occupazione incentivati, promuovendo anche l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail