Istat: disoccupazione al 12,1% nel 2013 e al 12,4% nel 2014

Nel 2014 il tasso di disoccupazione "pur stabilizzandosi" aumenterà ancora per il "ritardo con il quale il mercato del lavoro segue le evoluzioni dell'economia".

Rimangono nere le prospettive per il mercato del lavoro italiano. I disoccupati in totale sono arrivati a settembre a quota 3,2 milioni (+390mila unità rispetto all'anno precedente) mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 41%.

Secondo l’Istat il tasso di disoccupazione, che è costantemente cresciuto nella prima parte dell'anno, si attesterà al 12,1% a fine 2013. Nel 2014 il tasso aumenterà ancora, al 12,4%:

a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro segue le evoluzioni dell'economia.

Evoluzioni affatto entusiasmanti per l'Italia, con una previsione di crescita del Pil per l’anno prossimo che non va oltre lo 0,7%.

Nelle Prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014 l’Istat spiega che la situazione del mercato del lavoro resta “fortemente deteriorata".

La flessione in termini di input di lavoro continuerà infatti per tutto il 2013 (-1,6%) e nel 2014 è previsto un lieve, graduale, miglioramento (+0,1%) a traino della ripresa dell'attività economica.

Viste le condizioni di debolezza del mercato del lavoro, le retribuzioni per dipendente mostreranno una dinamica ancora moderata: +1,4%, sia nel 2013 che nel 2014, e ciò “grazie” al:

blocco retributivo nel settore pubblico e alla sostanziale equiparazione tra l'andamento delle retribuzioni di fatto e quelle contrattuali.

Il risultato di tali andamenti è che la produttività del lavoro dovrebbe stabilizzarsi quest’anno per tornare a crescere leggermente nel 2014, con il costo del lavoro per unità di prodotto previsto in rallentamento nel biennio preso in esame.


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