Consumi in calo, Confcommercio: a settembre -0,5% su mese e -1,3% sull’ anno

Le preoccupazioni delle famiglie sono legate anche all'assenza di interventi di riduzione del carico fiscale.


L'indicatore dei consumi di Confcommercio a settembre 2013 segna una flessione dell'1,3% su base tendenziale e dello 0,5% rispetto al precedente mese di agosto:

"I dati di settembre indicano le difficoltà della domanda per consumi di invertire la tendenza negativa in atto dalla fine del 2011 e ritornare su quel sentiero di sviluppo necessario a sostenere il miglioramento dell'economia"

L’associazione in una nota spiega che:

“La debolezza della domanda delle famiglie si inserisce in un contesto in cui, pur in presenza di elementi che inducono a ritenere possibile la fine della recessione nel quarto trimestre, sono molti gli elementi di incertezza sull'evoluzione dell'occupazione e del reddito disponibile”.

Le famiglie sono preoccupate, tanto più che non vedono interventi incisivi di riduzione del carico fiscale, così a ottobre il clima di sfiducia è salito. L’incertezza sulle possibilità di ripresa della domanda per i consumi (dal mese scorso l’Iva è salità dal 21 al 22%) si riflette anche sul sentiment delle imprese, con il dualismo che ormai si è instaurato tra le aziende che operano sul mercato estero ed interno.


L’indicatore di Confcommercio per novembre stima, sulla base delle dinamiche registrate dalle variabili che concorrono alla formazione dei prezzi, una variazione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,1%, per un tasso di crescita tendenziale pari allo 0,9%, rispetto allo 0,7% di ottobre. Su tali dinamiche influisce il ritardo con cui l'aumento dell'aliquota Iva ordinaria si sta trasferendo ai prezzi finali, dinamica in parte attenuata dalla tendenza al ribasso dei prezzi dei prodotti energetici.

© Foto TM News

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