Tasse, droga e rock'n roll!

Le iene droga parlamentari
Cambiano i tempi e cambiano i trinomi...

Il battage pubblicitario durava ormai da due giorni: il programma Le iene avrebbe mandato in onda questa sera, su Italia 1, il servizio sul test antidroga a 50 deputati.

A mettere i bastoni tra le ruote ci ha pensato questa volta il Garante per la privacy (leggi), che ha deciso di bloccare il contestato servizio televisivo, e grazie al quale non potremo vedere che fine fanno gli stipendi che paghiamo ai nostri parlamentari. Anche se in realtà c’è poco da stupirsi, perché la notizia che i nostri rappresentanti di Montecitorio, facciano uso di stupefacenti é vecchia come il cucco e viste le loro uscite quotidiane era anche abbastanza prevedibile!

Lo stop del Garante è legato alla "raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute" che sarebbe stata effettuata nel servizio.

Non si sono fatte attendere le prime reazioni delle associazioni dei consumatori.

Prima fra tutte il Codacons che stavolta difende i Parlamentari dopo lo scoop delle Iene circa l’uso di droghe. “L’indagine del programma di Italia1 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – viola i più sacri principi della privacy. Chi assicura infatti che le prove, raccolte in modo illegale e con un furbo espediente, siano state distrutte e che quindi sia impossibile risalire ai singoli soggetti risultati positivi al test?”

Diversa la reazione dell'Aduc: “L'intervento del garante non protegge quindi la privacy dei singoli deputati, ma la privacy del Potere. Ovvero i cittadini non hanno diritto di sapere che molti di coloro che fanno leggi che puniscono severamente il consumo di droghe, a loro volta si drogano. Si potrebbe dire che il Garante protegge il diritto dei parlamentari ad essere ipocriti e a prendere decisioni importanti –magari sotto l'influenza di una sostanza stupefacente- che ricadono sulla vita privata dei cittadini, la cui privacy raramente e' difesa con cotanto zelo dal medesimo Garante.” (leggi)

E voi che ne pensate?

Hanno fatto male le Iene a pubblicizzare due giorni prima il loro scoop?

Oppure già sapevano che non sarebbero andati in onda?

Italia 1 non è la Rai é vero, ma qualche legamuccio in politica pur sempre ce l’ha!

Quanti tra i "dopati" erano di Forza Italia?

Quanti dell'Ulivo?

Le domande sono tante, ma prima di lasciarvi vi ricordiamo cosa dice la legge (leggi):


  • E’ sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto. Gli atti d'indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria non più coperti dal segreto quando l'imputato ne possa avere conoscenza.
  • E’ legittima la divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale solo quando l'informazione, anche dettagliata, sia indispensabile per l'originalità dei fatti, o per la qualificazione dei protagonisti o per la descrizione dei modi particolari in cui sono avvenuti.
  • Inoltre esige il pieno rispetto della dignità della persona e tutela la sfera sessuale delle persone, impegnando il giornalista ad astenersi dal descrivere abitudini sessuali riferite a persone identificate o identificabili e, quando si tratta di persone che rivestono una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica, a rispettare comunque sia il principio dell'essenzialità dell'informazione, sia la dignità.

Il dubbio a questo punto é il seguente: sesso è uguale a condotta?

Se si, allora il voto é zero!

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