Tasse: la corsa al rialzo delle addizionali erode il reddito delle famiglie

L'aumento delle addizionali, +31% dal 2010 al 2012, ha inciso pesantemente sulle tasche di lavoratori e pensionati. Lo studio e le proposte della Cisl per i redditi più bassi.

Negli ultimi tre anni il consistente aumento fatto segnare dalle addizionali comunali e regionali ha contribuito, e non poco, a erodere il reddito delle famiglia italiane, per un esborso totale che nel 2012 è stato in media di 408 euro a nucleo.

Così secondo un’indagine della Cisl, basata su una banca dati di 2,7 milioni di dichiarazioni dei redditi presentate presso i Caf del sindacato relative all’anno scorso. Nel dettaglio, l’aumento delle tasse addizionali deciso da Regioni ed enti locali, come è nella loro potestà, è stato del 6% circa rispetto al 2011 e di oltre il 31% rispetto al 2010.

Il contestuale aumento di Irpef e addizionali, proporzionalmente maggiore dell’incremento dei redditi complessivi (aumentati solo del 2,5% tra il 2010 e il 2012 e dell'1,6% nel 2011-2012) ha reso praticamente nullo l'incremento dei redditi disponibili nel 2012: +1,22% sul 2011 e +1,52% sul 2010. Inoltre la riduzione dell'ammontare medio delle detrazioni per i familiari a carico, e per tipologia di reddito, hanno pesato ulteriormente sul reddito disponibile.

Tra le imposte che scavano di più nei bilanci della famiglie al primo posto c’è l'Irpef (17,6%), seguita dall'Iva (8,7%) e dall'Imu (sotto l'1%). L'andamento complessivo di tutte e tre le imposte secondo lo studio della Cisl è molto alto per i redditi fino a 7.500 euro lordi all’anno, per effetto dell'Iva e in misura minore dell'Imu, ma raggiunge valori minimi fra i 7.500 e i 15.000 euro, per un'aliquota media compresa intorno al 19-22% che poi cresce fino al 40% per i redditi sopra i 150.000 euro annui.


Per la Cisl vanno compensati perciò in modo più che proporzionale gli aumenti dell'Iva con una decisa riduzione dell'Irpef per non deprimere ancora le già scarsissima propensioni al consumo, che poi incide negativamente sulla domanda interna e sulle prospettive di ripresa. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

L’adeguamento delle detrazioni per lavoro dipendente e pensioni secondo la Cisl è quindi fondamentale per far recuperare alle famiglie parte del reddito disponibile perso dal 2007 a oggi. Il sindacato guidato da Raffaele Bonanni chiede al governo un intervento sui redditi bassi, per lavoratori dipendenti e pensionati che prendono meno di 15.000 euro all'anno e che essendo incapienti non riescono a beneficiare come dovrebbero delle detrazioni e delle deduzioni subendo invece il maggiore peso dell'Iva. La Cisl propone per chi è al di sotto di questa soglia di reddito l’introduzione di un'imposta negativa per una somma pari alle detrazioni non fruite.

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