Accise su carburanti, alcolici e tabacchi verso il rialzo

Il governo sarebbe pronto a far scattare la clausola di salvaguardia prevista dal decreto Imu.

Le coperture finanziarie predisposte per la cancellazione della prima rata dell'Imu non sarebbero più così certe. All’appello, più in generale, mancherebbero in realtà 1,5 miliardi di euro che dovevano arrivare dalla sanatoria sulla mega multe inflitte ai concessionari di slot machine, dalla quale erano previsti incassi per 600 milioni, e dall’Iva, per 925 milioni. Soldi che nelle intenzioni dell’esecutivo servivano per il pagamento di una tranche da 7,2 miliardi di euro di debiti della pubblica amministrazione.

Così il governo potrebbe essere costretto entro fine mese a far scattare la clausola di salvaguardia prevista dallo stesso decreto Imu. aumentando le accise sui carburanti, sigarette e alcolici, e gli acconti fiscali per le imprese.

Il vicepresidente di Assopetroli-Assoenergia Simone Canestrelli ieri in un’audizione presso la commissione finanze della camera ha spiegato che l’aumento sui carburanti potrebbe arrivare a 8,5 centesimi al litro: la ministangata sulla benzina per coprire il flop della sanatoria per le super multe a carico dei concessionari di slot machine. E a pagare come al solito saranno i consumatori.

Per la sanatoria sulle slot, dai 600 milioni preventivati il Tesoro ne ha incassati solo 240, ma i concessionari che hanno aderito al parziale condono nello stesso tempo hanno fatto arrivare lettere di diffida al ministero mettendolo in guardia dall’utilizzare quei soldi. Dopo la maxi multa da 2,5 miliardi inflitta della Corte dei Conti ai concessionari, il governo aveva provato a chiudere la partita facendo versare ai multati il 20% del dovuto.

Evidentemente un grosso favore a una lobby potente, in un contesto di gioco d’azzardo legalizzato, con introiti da capogiro (nel 2012, su 90 miliardi di euro spesi dagli italiani in scommesse e slot l'erario ne ha incassati 7,9). Solo che la Corte dei Conti si è opposta pretendendo dai concessionari multati almeno il pagamento del 30% di quanto devono all’erario. Quest’ultimi hanno alzato la voce, dicendo che quella percentuale è troppo elevata e chiedendo la restituzione di quanto versato fin qui. Ora si deve trovare un accordo diretto con la Corte dei Conti che permetta di spalmare su più anni, pagandolo a rate, il restante 10%.

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