I manager pubblici italiani sono i più pagati al mondo

Secondo lo studio dell'Ocse lo stipendio medio dei dirigenti pubblici italiani è di 650mila dollari contro una media registrata nei 34 Paesi membri dell'organizzazione pari a 232mila dollari.

    AGGIORNAMENTO - La Funzione pubblica ribatte all'Ocse: dal 2012 è stato istituito un tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici italiani che non permette di superare il trattamento economico del primo presidente della corte di Cassazione, pari a 302.937 euro annui lordi.

I dirigenti senior della pubblica amministrazione italiana sono i più pagati dell'area Ocse sulla base dei dati del 2011 elaborati stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi e che conta 34 paesi membri.

Secondo lo studio, lo stipendio medio annuo dei manager pubblici italiani è di 650mila dollari, ben 250mila in più dei secondi classificati, che sono i neozelandesi con “appena” 397mila dollari. 650mila è quasi il triplo della media Ocse che è di 232mila dollari. In Francia un dirigente pubblico di pari livello guadagna in media 260mila dollari l'anno, in Germania 231mila, in Gran Bretagna 348mila. Oltreoceano, negli Stati Uniti, 275mila dollari.

L’organizzazione poi nel suo Government at a glance 2013 presentato oggi a Parigi bacchetta l’Italia anche sullo scarso sviluppo dell’e-government, ammonisce sulla mancanza di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini e sul livello insostenibile raggiunto dalla spesa pubblica.

Per quel che riguarda il primo punto, cioè l'utilizzo del web nei rapporti con le amministrazioni pubbliche, peggio di noi è messo solo il Cile. Solo il 19% dei cittadini italiani usa la rete per interagire con gli enti locali e il governo centrale, contro una media Ocse che è del 50%. Ci frega appunto solo il Paese sudamericano, con una percentuale del 7%. Il confronto 2.0 tra l’Italia e gli altri grandi Paesi europei è impietoso: sono tutti al di sopra del 40%, la Francia al 61%, la Germania al 51%, la Spagna al 45% e la Gran Bretagna al 43%.

Tuttavia la percentuale di chi usa di servizi di e-government per quanto riguarda le imprese sale fino al 76%, ma l'Italia resta comunque penultima tra i Paesi Ocse, molto al di sotto della media, pari all'88% (dalla classifica è escluso il Giappone visto che non erano disponibili dati aggiornati).

L'Ocse rileva poi, su dati del 2012, che solo il 28% dei cittadini ha fiducia nel governo, percentuale diminuita di 2 punti dal 2007 e decisamente al di sotto della media dei Paesi dell'organizzazione, ferma al 40%, e delle percentuali registrate ad esempio in Francia (44%), Germania (42%) e Gran Bretagna (47%).

Gli italiani hanno inoltre scarsa fiducia anche nel sistema giudiziario, solo il 38% dice di fidarsi contro una media Ocse del 51%, e in quello sanitario, 55% contro il 71% della media Ocse, ma ne hanno parecchia nei confronti nella polizia locale (76% contro 72%).

Infine la spesa pubblica: nel 2011 era pari quasi al 50% del Pil contro il 45,4% della media Ocse mente il debito pubblico era al 120%, 40 punti percentuali in più della media Ocse (79%).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail