Nove milioni di persone in difficoltà in Italia

286mila in più rispetto al 2012, cresce l'area del disagio sociale: l'analisi di Unimpresa su dati Istat.

Sono oltre nove milioni le persone che vivono in difficoltà in Italia secondo gli ultimi allarmanti dati diffusi dal centro studi di Unimpresa. E non si tratta solo di chi ha perso il lavoro e sta facendo i salti mortali per trovarne un altro. Ai disoccupati l’analisi ha aggiunto aggiunte le ampie fasce di lavoratori in condizioni precarie o economicamente deboli che fanno salire il numero degli italiani messi a dura prova da un lustro di crisi economica.

Lo studio di Unimpresa ha preso in considerazione il secondo trimestre del 2013 analizzando:


un'enorme area di disagio: ai 3,07 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (643mila persone) sia quelli a orario pieno (1,63 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (832mila), i collaboratori (430mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,56 milioni).

Secondo il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi:

Il governo di Enrico Letta non prende decisioni importanti: l'occasione offerta dalla legge di stabilità sta per essere sprecata con un mix di misure che non consentono a imprese e famiglie di avere risorse per guardare con fiducia al futuro"Offriamo all'esecutivo, ai partiti e alle istituzioni, i numeri e gli argomenti su cui ragionare per capire quanto sono profonde la crisi e la recessione nel nostro Paese. Serve maggiore attenzione proprio alla famiglia da parte del Governo.

Le quota di persone sì occupate, ma con prospettive alquanto incerte per la stabilità dell'impiego oppure con retribuzioni basse o contenute, ammonta a 6,1 milioni di unità. Nel complesso l’area del disagio sociale nel secondo trimestre dell'anno, sulla base dei dati Istat, avvolge così 9,17 milioni di persone, +286mila rispetto allo stesso periodo del 2012 (+3,2% annuo).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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