Casa: affitti giù del 4,5%, Roma e Milano sempre le più care

Canoni verso la stabilizzazione nelle città metropolitane mentre la media nei maggiori capoluoghi si attesta a 516 euro. I proprietari scelgono sempre di più la cedolare secca. L'indagine di "Solo Affitti".

Non si arresta la riduzione dei canoni di affitto, già molto marcata nel 2012. 
Quest’anno i prezzi di un contratto di locazione in Italia sono calati in media del 4,5%. E se alcuni capoluoghi fanno segnare un vero e proprio tracollo, con riduzioni a doppia cifra per città come Perugia (-14,2%) e Trieste (-11,8%), per le città metropolitane i cali sono decisamente inferiori con il mercato che sembra andare verso la stabilizzazione: a Roma -0,5%, a Napoli -1,4%, a Milano -2,3%.

Secondo lo studio di Solo Affitti, che si è avvalso del supporto scientifico di Nomisma, dietro Perugia, dove si è fatto sentire il calo degli iscritti all'Università, e Trieste (-11,8%), le flessioni più consistenti degli affitti si sono registrate a Campobasso (-8,2%), Genova (-8,1)% e Torino (-7,4% dal -0,4% dell’anno scorso).

Sopra la media nazionale anche i cali dei canoni di affitto in città come Palermo (-7,3%) Ancona (-6,7%) Potenza (-6,4%). Al di sotto del dato medio nazionale Venezia (-2,1%) Bari (-2,2%) Bologna (-1,4%) Cagliari (-1,5%) e Trento (-1,1%).

Per tipologia di immobile - Il ribasso dei canoni dei bilocali è stato del 4,7%, appena sopra la media nazionale, quello dei trilocali del 4,5%, dei quadrilocali del 4,4%, e quello dei monolocali del 4,3%. A Milano sono stati gli affitti dei monolocali (-12,8%) a subire di più la riduzione, di contro i canoni dei quadrilocali sono aumentati del 2,9%, probabilmente per il diffondersi della tendenza a condividere gli spazi per risparmiare sulle spese.

Sempre secondo l’indagine di Solo Affitti e Nomisma se nella disponibilità dell’immobile affittato c’è il garage o l’arredamento mediamente il prezzo sale tra i 42 e i 53 euro in più al mese. Il prezzo medio dei canone di locazione mensile nelle città capoluogo è di 516 euro, 558 se l'appartamento è ammobiliato e 569 se l'abitazione ha anche il garage. Per pagarsi un monolocale in media ci vogliono 394 euro al mese, 430 se è ammobiliato. Per un bilocale servono 464 euro (504 già arredato) 551 euro per un trilocale 598 con mobilio e 653 euro per un quadrilocale (701 se ammobiliato).

Dove si paga di più - In testa alla classifica delle città più costose in termini di affitto si confermano Roma, con un canone medio mensile di 875 euro, e Milano (838 euro). Seguono a ruota Firenze (628 euro), Venezia (600 euro) Bari (512 euro) e Napoli (511 euro). In coda alle città in cui gli affitti sono più economici ci sono Catanzaro (363 euro), Perugia (385 euro) Campobasso (403 euro) e Potenza (420 euro), con Aosta (440 euro) e Torino (441 euro), che sono invece i capoluoghi del Nord Italia risultati meno cari per i canoni di locazione.

Tipologia di contratto e regime fiscale - Quest’anno è cresciuto ancora il numero di nuovi contratti stipulati con la tassazione della cosiddetta cedolare secca, scelta dal 64% dei proprietari contro un 36% rimasto alla tassazione tradizionale con il regime Irpef. Cedolare secca che riscuote maggiore successo nelle regioni del Centro Italia (69%) del Nord Ovest (65%) e del Sud (63%). Meno nel Nord Est (57%) dove la tassazione ordinaria con regime Irpef è considerata ancora conveniente grazie ad accordi territoriali che, come a Bologna, rendono possibile una ulteriore deduzione di imposta, del 30% rispetto al 5% vigente per tutte le tipologie contrattuali.

Il contratto libero 4+4 è sempre il più usato, anche se è in calo: è stato scelto nel 45% dei casi contro il 49% dell’anno scorso. Per trovare l’appartamento giusto il tempo medio è risultato essere di a 2,6 mesi, praticamente invariato rispetto con il 2012 (2,7). Altro dato che trova conferma è che anche nel 2013 quanti affittano un appartamento per farne la propria abitazione "principale" sono il 46%, cioè la quota maggiore dei locatari, percentuale doppia rispetto a quella dei lavoratori in trasferta per brevi periodi (29%) e a quella degli studenti fuori sede (22%).

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