Indesit, l'accordo salta: 1.425 lavoratori in mobilità

L'azienda: "incomprensibile indisponibilità dei sindacati ad una intesa". Niente da fare dopo una nottata di trattative al ministero dello Sviluppo.

Il tavolo della trattativa tra la Indesit e i sindacati per scongiurare la mobilità di 1.425 lavoratori è saltato. L’incontro tra i responsabili dell'azienda di elettrodomestici e i rappresentati dei lavoratori al ministero dello Sviluppo economico è andato avanti per tutta la notte concludendosi però in un nulla di fatto.

Il risultato del mancato accordo è che per gli oltre 1400 lavoratori interessati non ci saranno ammortizzatori sociali ma l'apertura della procedura di mobilità.

Per i sindacati però non è detta ancora l’ultima parola. Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici fa sapere che:


Per quanto traumatica, la procedura di mobilità non rappresenta la fine delle trattative: abbiamo ancora 75 giorni di tempi per cercare una soluzione che scongiuri i licenziamenti e risulti accettabile sia per lavoratori sia per l'azienda. Intraprenderemo tutte le iniziative utili ad una rapida ripresa del negoziato, al fine di non vanificare i passi faticosamente fatti fino ad ora.

Evidentemente un passo avanti e due indietro. Secondo l’azienda è stata incomprensibile proprio l’indisponibilità mostrata dai sindacati ad arrivare a un'intesa. Il piano di ristrutturazione della Indesit era già stato migliorato:

prevedendo per l'Italia investimenti straordinari per 83 milioni di euro, maggiori produzioni e a più alto valore aggiunto nei tre siti italiani, e un riassorbimento graduale dei lavoratori coinvolti

Dipendenti che in questo caso sarebbero stati tutelati dagli ammortizzatori sociali. Il programma di ristrutturazione, scrive l'azienda in una nota, era volto al:

consolidamento in Italia delle produzioni a più alto valore aggiunto già esistenti.

Inoltre era previsto il trasferimento nei siti italiani di nuove produzioni da Polonia, Spagna e Turchia. Solo le linee italiane di bassa gamma e non più sostenibili secondo i vertici aziendali sarebbero state riallocate in Paesi dove la manodopera costa meno.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail