Il Pmi composito dell’eurozona rallenta a novembre

Inaspettato calo dell’attività di manifattura e servizi: ripresa ancora debole e incerta, a trainare il carro è sempre la Germania

L’indice Pmi composito dell'area euro, curato da Markit Economics e che comprende manifattura e servizi, a novembre è calato oltre le previsioni a 51,5 punti, dai 52,9 punti di ottobre e rispetto a un consenso di 52 punti.

Nel dettaglio il Pmi manifatturiero di novembre sì è attestato a 51,5 punti, dai 51,3 punti precedenti, quello dei servizi a 51,5 punti, dai 51,6 punti di ottobre.

La ripresa del settore privato nella zona euro mostra tutta la sua fragilità: alla ritrovata crescita della Germania fa da contraltare la brusca battuta d’arresto della Francia.

L'uscita della zona euro dalla recessione è stata trainata dalla locomotiva tedesca, ma il resto dei Paesi di Eurolandia non riesce a stare al passo e a reggere la spinta espansiva.

Secondo Chris Williamson, capo economista di Markit, l’imprevista contrazione dell’attività economica in Francia:

è un elemento chiave per spiegare il rallentamento, ma ci sono segni evidenti di indebolimento anche nel resto della regione. La produzione è salita per il quarto mese di fila, segno che la regione sta tornando a crescere, ma il ritmo di espansione è stato a novembre il più basso di questi quattro mesi.

Secondo Markit il Pil della zona euro crescerà dello 0,2% nell’ultimo trimestre dell’anno.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail