Dati non attendibili sui debiti della pubblica amministrazione

Il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti non ha saputo fornire una risposta: su 22mila amministrazioni statali solo 13.500 hanno inviato i dati e non si sa nemmeno se sono corretti.

Entro il 15 settembre si sarebbe dovuto conoscere l’ammontare dello stock dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Ma a due mesi e più di distanza da quella scadenza (bucata) a oggi ancora il Ministero dell’economia e delle finanze non è in grado di dire quanti miliardi lo Stato deve alle imprese che hanno fornito beni e servizi (per la Banca d’Italia si tratta di 91 miliardi).

I numeri che si hanno a disposizione oggi, sono quelli di 13.500 pubbliche amministrazioni, che segnalano debiti pari a 3,1 miliardi, su 22mila in tutto che devono inviare i dati richiesti. E mentre si perde tempo pure per conteggiarli questi debiti, tra il 2008 e il 2012, secondo uno studio della Cgia, i fallimenti di imprese causati dai ritardi o dai mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione o di committenti privati sono più che raddoppiati.

Il debito totale di tutte le amministrazioni pubbliche calcolato dal Mef ha una forchetta abbastanza ampia che oscilla tra i 70 e i 100 mld: quindi o tutti quei miliardi restanti vanno spalmati sulle 8.500 amministrazioni pubbliche che non hanno ancora inviato i dati, oppure le informazioni fornite dalle altre 13.500 p.a. non sono esatte (sottostimate?).

Di fronte all’interrogazione parlamentare del deputato Edoardo Fanucci (Pd) il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti (Nuovo centro destra) ieri non ha saputo perciò dare una risposta. Durante le interrogazioni in commissione bilancio della Camera è stato invece chiarito che quei Comuni che hanno già programmato interventi per la messa in sicurezza o la costruzione di opere di edilizia scolastica possono derogare al patto di stabilità interno per compiere i lavori.

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