Povertà, allarme Ocse: i precari italiani a rischio

Media salariale italiana sotto la media Ocse: i precari di oggi sono gli anziani poveri di domani

L'allarme lanciato dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, è certamente da tenere in considerazione: i precari italiani di oggi rischiano di essere i poveri anziani di domani.

Un quadro generale dei lavoratori italiani (i futuri pensionati) per niente brillante, anzi: l'immagine dipinta dall'Ocse è certamente tragica, sopratutto nelle prospettive per il futuro: secondo quanto emerge dal rapporto "Pensions at a Glance", redatto dall’organizzazione di Parigi, i salari dei lavoratori italiani sono i più bassi della media Ocse.

Fosse solo questo il problema. Un salario basso porta con se una interminabile serie di conseguenze inevitabili che, nel corso della propria vita professionale e pensionistica, il lavoratore prima o poi sconterà tutte: salario basso significa pochi contributi versati, cosa che si aggrava per i lavoratori atipici e precari, che versano contributi avendo la quasi certezza di non vederseli mai restituire.

In media in Italia nel 2012 un lavoratore ha percepito un reddito di 28.900 euro, pari a 38.100 dollari, al di sotto dei 42.700 dollari medi dell’Ocse: in fondo alla classifica Messico, con 7.300 dollari, e Ungheria 12.500 dollari, ma il dato con cui occorre necessariamente rapportarsi è quello in alto (l'Italia fa parte pur sempre del G8).

Nonostante le riforme inoltre la media di età in cui gli italiani decidono di pensionarsi resta bassa, inferiore a quella europe; sono i giovani italiani a rischiare di più: chi entra oggi nel mercato del lavoro dovrà aspettarsi una pensione più bassa rispetto agli standard, cosa che porta nel futuro dei giovani italiani un grande rischio povertà, in particolare per i precari e gli atipici.

Si legge nel rapporto:

"Lavorare più a lungo potrebbe aiutare a compensare parte delle riduzioni ma, in generale, ogni anno di contributi produce benefici inferiori rispetto al periodo precedente tali riforme."

  • shares
  • +1
  • Mail