Seconda rata Imu: si rischia di pagarla lo stesso

800 comuni hanno alzato l'aliquota standard, un po' per coprire i buchi di bilancio, un po' nella speranza di incassare di più. E adesso arriva la brutta sorpresa.

L'Imu è stata abolita, ma c'è il rischio che se ne debba pagare lo stesso una parte. Com'è possibile? La questione sta tutta in quanto scritto nel decreto: "Per quanto riguarda il gettito ulteriore atteso dai comuni che hanno deliberato per il 2013 aliquote superiori a quella standard, circa metà dell’importo viene ristorata dallo Stato; l’altra metà verrà versata dai contribuenti interessati a metà gennaio 2014″.

Che significa? Che l'aliquota standard la ripaga tutto lo stato. Se questa però è stata alzata nel 2013, lo Stato pagherà solo la metà dell'innalzamento. Facciamo un esempio, quello di Milano: durante il 2013 l'aliquota Imu è stata progressivamente alzata dallo 0,4 (aliquota standard) allo 0,6% (aliquota massima). Un po' per coprire il buco di bilancio, un po' perché - una volta saputo che tanto l'Imu sarebbe stata abolita e quindi rimborsata dal governo - si sperava in questo modo di ottenere più soldi senza far versare una lira ai contribuenti. Pagava direttamente il governo. Quindi, lo Stato coprirà tutto lo 0,4%. Del restante 2 per mille, ne pagherà invece solo la metà. E il resto?

Non è stata solo Milano a comportarsi in questo modo, sono 873 i comuni, e tra questi ci sono 11 città capoluogo, che durante il 2013 hanno alzato l'aliquota standard nella speranza di mettere via un po' di soldi senza troppo sforzo. E però il governo non ha i fondi, o non ha intenzione, di pagare per quella che potrebbe sembrare una furbata. Il governo risarcirà l'aliquota standard e la metà dell'innalzamento deciso nel 2013. Il resto sta ai comuni. Che potrebbero benissimo decidere di farla pagare ai cittadini.

Ma quanto si dovrà pagare? Bisogna prima valutare gli innalzamenti che sono stati fatti: a Milano l'aliquota è passata dal 4 al 6 per mille; a Bologna dal 4 al 5 per mille; a Napoli dal 5 al 6 per mille; a Genova dal 5 al 5,8 per mille; ad Ancona dal 5,5 al 6 per mille; a Verona dal 4 al 5 per mille. Nel capoluogo lombardo, quindi, il conto sarà più salato (in media 73 euro), altrove dovrebbe rimanere tra i 35/45 euro. Sul sito della Uil tutte le simulazioni di quanto l'Imu potrebbe comunque costare ai contribuenti.

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