Non è in regola il 55% delle aziende

Gli impietosi risultati delle ispezioni del ministero del Lavoro su 102mila realtà imprenditoriali nei primi 9 mesi dell'anno.

Più della metà (il 55%) delle aziende sottoposte ai controlli degli ispettori del dicastero del Lavoro è risultata non in regola. Da gennaio a settembre 2013 gli 007 del ministero hanno passato al setaccio 101.912 aziende: beh in 56.003 sono stare riscontrate irregolarità.

E non si tratta di inezie: mancata osservanza delle norme di sicurezza sul lavoro, sfruttamento di extracomunitari clandestini, lavoro nero, mancata tutela di minori, elusione contributiva e altro ancora.

In un comunicato, dal ministero spiegano che dagli accertamenti su 202.379 posizioni lavorative (e si tratta del 29,3% in meno di controlli rispetto al 2012) sono emersi 91.109 lavoratori irregolari, 32.548 totalmente in nero, numero che è pari al 36% dei lavoratori irregolari totali (+5% sull’anno scorso).

In particolare in 439 casi è stata accertata la violazione penale per l’impiego di lavoratori minori e per l’impiego di 816 lavoratori extracomunitari clandestini, quasi il 2,5% dei lavoratori in nero, in leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2012.

Il lavoro irregolare è diffuso soprattutto in agricoltura (58%) e nell'edilizia (43%) ma interessa tutti i settori di attività economica. Le altre irregolarità rilevate, come ad esempio l'uso non corretto del contratto di somministrazione, riscontrato per 7.548 lavoratori, e le violazioni della disciplina in materia di orario di lavoro, per altri 10.082, sono invece in decisa flessione sull’anno scorso.

Per le norme di prevenzione e sicurezza del lavoro sono state 24.316 le aziende colte in fallo, pari al 25,8% di quelle ispezionate, con una diminuzione del 5% rispetto al 2012. Le sanzioni comminate per le irregolarità ammontano in tutto a 78,1 milioni di euro, -13 milioni sullo scorso anno.

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