Telefonia, stop ai costi di disattivazione: la petizione di Casa del Consumatore

Un balzello anacronistico, anticoncorrenziale, in definitiva una penale mascherata a carico dell'utente.

Casa del Consumatore lancia una petizione rivolta al parlamento e al governo per inserire nella prossima legge in materia di concorrenza il divieto per tutti gli operatori telefonici di far pagare ai clienti qualunque somma a qualunque titolo in caso questi vogliano recedere dal contratto.

Quello del costo di disattivazione è un balzello ormai anacronistico, una penale mascherata, e l’associazione invita tutti firmare la petizione sul proprio sito www.casadelconsumatore.it o presso una delle sedi dell’associazione in Italia.

“La concorrenza in un mercato davvero libero si realizza solo se non ci sono barriere per i consumatori nel passaggio da un operatore all'altro nel mercato dell'elettricità e del gas chiunque può cambiare fornitore senza dover pagare nulla. Nella telefonia siamo invece ancora schiavi dei cosiddetti costi di disattivazione, un odioso ed anacronistico balzello che le compagnie telefoniche regolarmente addebitano ai clienti che perdono”.

Il costo di disattivazione, spiega ancora Casa del Consumatore, è ingiustificato e non più tollerabile da famiglie e imprese italiane anche perché frena il passaggio da un operatore all'altro rendendolo svantaggioso.

Secondo l’associazione dei consumatori si tratta infatti di costi presunti e mai documentati dalle compagnie telefoniche e che sono così alti, in molti casi superano i 100 euro, da impedire al cliente di cambiare operatore telefonico anche se pratica prezzi migliori. Un freno alla concorrenza oltre che un costo, a tutto svantaggio dell’utente.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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