Capitali all'estero: da dichiarare anche gli importi sotto 10mila euro

Nel quadro Rw del modello Unico bisognerà indicare gli investimenti dei titolari effettivi delle attività detenute all'estero. Le novità contenute nella circolare 38/E delle Entrate.

L’Agenzia delle entrate vara le nuove misure per il monitoraggio dei capitali all'estero secondo cui vanno dichiarati anche importi inferiori a 10mila euro.

C’è anche questo infatti nelle indicazioni contenute nella circolare 38/E con cui l'Agenzia entra nel merito delle modifiche apportate al decreto legge 167/1990.

Gli obiettivi sono due: semplificare gli adempimenti dei contribuenti detentori di attività estere (negli Stati che non si rifiutano di collaborare) e contrastare le frodi internazionali facendo perno su principi della normativa antiriciclaggio.

Nel quadro Rw entrano perciò dall’anno prossimo gli investimenti dei titolari "effettivi" delle attività all'estero, non più quelli solo diretti.

L'Agenzia delle entrate spiega, un po' genericamente per la verità, cosa intende per Paesi o territori collaborativi: non soltanto gli Stati della cosiddetta white list ma anche quelli che, pur fuori dall'elenco dei primi della classe, prevedono comunque lo scambio di informazioni con i nostri 007 fiscali.

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