A 10 anni di distanza dall’introduzione dell’euro, il bilancio in termini di prezzi per le famiglie è negativo. A certificarlo è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che registra un aumento del 25% dei prezzi da quando è stata introdotta la moneta unica europea.
A pagarne le conseguenze i cittadini-consumatori specie al Sud secondo i dati statistici della Cgia. Il boom non è relativo al settore alimentare, l’impennata dei prezzi ha soprattutto riguardato le bevande alcoliche e i tabacchi, l’abbigliamento, la ristorazione, le ristrutturazioni e manutenzioni edilizie, gli affitti delle abitazioni, le spese per i combustibili, le bollette domestiche, i trasporti.
Tra gennaio 2002 e il luglio 2012, l‘inflazione media italiana è cresciuta del 24,9%. In Calabria l’incremento regionale maggiore: +31,6%. A seguire Campania, +28,9%, Sicilia, +27,6% e Basilicata, +26,9%. Le regioni meno interessate dal caro prezzi sono state la Lombardia, +23%, la Toscana, +22,4% e il Veneto con un +22,3%.
Ecco l’andamento dell’inflazione 2002-2012 regione per regione e per comparto di spesa:
Regioni
1 Calabria +31,6
2 Campania +28,9
3 Sicilia +27,6
4 Basilicata +26,9
5 Piemonte +26,0
6 Abruzzo +26,0
7 Valle d’Aosta +26,0
8 Trentino Alto Adige +25,7
9 Puglia +25,7
10 Sardegna +25,3
11 Marche +24,8
12 Friuli-Venezia Giulia +24,8
13 Umbria +24,7
14 Lazio +24,6
15 Liguria +23,7
16 Emilia-Romagna +23,2
17 Lombardia +23,0
18 Toscana +22,4
19 Veneto +22,3
20 Molise +21,7
Media Italia +24,9
Comparto di spesa
Prodotti alimentari e bevande analcoliche +24,1
Bevande alcoliche e tabacchi +63,7
Abbigliamento e calzature +19,2
Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili +45,8
Mobili, articoli e servizi per la casa +21,5
Servizi sanitari e spese per la salute + 1,7
Trasporti +40,9
Comunicazioni -28,6
Ricreazione, spettacoli e cultura + 9,7
Istruzione +27,3
Servizi ricettivi e di ristorazione +27,4
Altri beni e servizi 32,7
Foto | © TMNews

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