L'assemblea dei soci Mps al via: aumento di capitale rimandato a giugno

In discussione i tempi, sullo sfondo lo scontro tra management e fondazione.

Aggiornamento 14.46. Bocciata la proposta del cda e del presidente Alessandro Profumo di varare già a gennaio l'aumento di capitale di Mps da 3 miliardi di euro, ha votato contro il 69,06% del capitale presente in assemblea. Approvata invece la proposta di posticipare l'aumento a giugno, a favore ha votato l' 82,04% del capitale presente in sala, contrario l'1,07%. "In questo modo entriamo in un campo di incertezza, oggi sappiamo quali clausole ci ha posto il consorzio di garanzia delle banche, non sappiamo quelle di domani. Per non parlare della volatilità dei mercati e delle incertezze politiche che potrebbero esserci con le prossime elezioni europee e amministrative in primavera. Incertezze che oggi non ci sono", queste le parole di Profumo.

L'assemblea dei soci Mps chiamata a decidere e deliberare dell'aumento di capitale da tre miliardi di euro è cominciata questa mattina dopo il rinvio di ieri. Seconda convocazione, quindi, dal momento che ieri non si era riusciti a raggiungere il quorum del 50% più un'azione. È presente oggi il 49,3% del capitale sociale, anche se il sindaco di Siena Bruno Valentini prova a togliere un po' di pressione: "Il vero punto interrogativo non è l'assemblea di oggi, ma cosa accadrà nei prossimi giorni".

Gli azionisti sono chiamati a varare un aumento di capitale di tre miliardi e a stabilirne i tempi. Ed è proprio su questo che si è creato uno scontro tra la fondazione Mps (primo azionista) e il management della banca. I primi puntano a un aumento di capitale da tenersi a giugno, mentre i secondi lo vorrebbero subito, a gennaio. Una divergenza di vedute che però, secondo i vertici della Fondazione, "non è e non è mai stato un atto di sfiducia nel management Mps".

Anche di questo ha parlato il primo cittadino: "Il braccio di ferro sulla tempistica è stato sbagliato, non era il tema vero. Fondazione Mps non sfiducia il management, visto che crede nel piano di ristrutturazione, ma ha chiesto solo di spostare i tempi".

Fondazione Mps, che detiene il 33,5% del capitale, dovrebbe dare il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi, ma condizionando la tempistica dell'operazione. La presidente della fondazione Mansi ha iniziato il suo intervento: "«Ci piace iniziare l'intervento ringraziando tutto il management e tutti i dipendenti dell'istituti per il duro lavoro svolto, soprattutto in questo anno molto difficile che ha messo a dura prova la reputazione e la forza della banca più antica del mondo, che è anche il terzo gruppo bancario italiano. Il dovere dell'azionista di riferimento cede comunque il passo all'indiscutibile dovere che abbiamo come amministratori della Fondazione: detto in parole povere, non potete chiederci di far crollare proprio noi l'edificio che ci è stato affidato dalla legge. Per questo chiedo sì di procedere all'aumento di capitale ma di realizzarlo solo a partire dal secondo trimestre". Ora l'assemblea dovrà votare.

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