In Italia il 30% delle famiglie è a rischio povertà

Nel 2012 la retribuzione media degli italiani è stata di 1.304 euro

I dati del rapporto sulla Coesione sociale fotografano un’Italia nella quale la disoccupazione giovanile continua a crescere e in cui aumentano le condizioni di povertà e di deprivazione. Il report elaborato da Inps, Istat e ministero del Lavoro, sui dati 2012, descrive un Paese in cui gli occupati sono 22 milioni e 899mila, vale a dire 69 mila in meno rispetto al 2011.

Il tasso di occupazione nella popolazione 20-64 resta stabile: 61% nel 2012, contro il 61,2% del 2011, ma è sceso di due punti percentuali rispetto al 2008. Il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35% (nel 2008 era al 21%), mentre quella complessiva è del 10,7%.

La povertà assoluta colpisce il 6,8% delle famiglie e l’8% della popolazione: sul territorio nazionale la cifra è raddoppiata rispetto al 2005, mentre è addirittura triplicata nelle regioni del Nord Italia. La povertà relativa riguarda ormai una famiglia italiana su otto (12,7%), mentre poco meno di un terzo delle famiglie della Penisola rischia di scivolare nella povertà.

Veniamo al capitolo pensioni: il 15,1% dei pensionati percepisce una somma superiore ai 2000 euro, mentre il 38,6% percepisce una pensione compresa fra i 1000 e i 200 euro. La maggior parte dei pensionati (46,3%) riceve meno di 1000 euro.

Per quanto riguarda le retribuzioni, la media mensile netta in euro nel 2012 è stata di 1.432 euro per gli uomini, di 1.146 per le donne e di 1.304 euro in medio. Un’imbarazzante differenza di genere che fa dell’Italia uno dei fanalini europei nelle pari opportunità.

Via | Avg

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