Tasse sulla prima casa: quanto costa la Tasi città per città e le esenzioni per immobili ecclesiastici

Dato che i Comuni possono applicare un'aliquota aggiuntiva da uno a otto millesimi la nuova tassa sui servizi alla prima casa in alcune città costerà più della vecchia Imu.

Aggiornamento lunedì 3 marzo, ore 14:47 - Dalla Tasi, il nuovo tributo sui servizi indivisibili, saranno esentati soltanto i fabbricati della Chiesa indicati nei Patti Lateranensi, circa 25 immobili destinati al culto e situati a Roma o nei pressi.

Immobili come il palazzo Apostolico Lateranense e la Scala Santa, la basilica di Santa Maria Maggiore con gli edifici annessi, il palazzo pontificio di Castel Gandolfo, l'Università Gregoriana e alcuni collegi, che godono tutti del privilegio di extraterritorialità, saranno dunque esentati dal pagamento della Tasi, pur usufruendo dei servizi quali luce pubblica, pulizia delle strade, raccolta dei rifiuti, etc.

Una particolarità che ricorda ai più quell'esenzione dall'Ici che per anni ha causato travasi di bile a molti. In realtà a Palazzo Chigi starebbero pensando a ristabilire quella divisione tra edifici di culto ed attività commerciali che un tempo era in vigore (senza grandi risultati, visto che si scoprì come in molte attività commerciali in realtà si celassero chiese e basiliche, vista la destinazione d'uso ufficialmente riportata sui documenti, diversa dalla realtà).

Se dovessero rimanere così le cose c'è da scommetterci su un intervento di Bruxelles, che già a suo tempo aveva bollato come assurda l'esenzione degli immobili ecclesiastici.

Tasse sulla prima casa: quanto costa la Tasi città per città

Quanto ci costerà a partire da questo 2014 la Tasi, la nuova imposta sui servizi locali alla prima casa? Per pagare l’imposta che ha sostituto l'Imu (ma al governo piace parlare di abolizione) a Roma e Milano si dovranno sborsare circa 700 euro, non per un castello ma per un appartamento da 120 mq.

L'importo della Tasi non sarà uguale in ogni dove e al di là delle rassicurazioni del Tesoro sul fatto che il nuovo tributo non costerà più dell’Imu, l’ultima parola spetterà ai Comuni che potranno determinare un'aliquota addizionale per finanziare gli sgravi ai cittadini meno abbienti, accrescendo quindi il peso dell'imposta.

L’aliquota aggiuntiva ha una forbice compresa tra uno e otto millesimi di punto e viste le difficoltà di cassa con cui molti Comuni si confrontano, difficilmente non approfitteranno della possibilità di far pagare qualcosa in più ai proprietari di prima casa. Con le addizionali l'aliquota massima può arrivare allo 0,33% del valore dell'immobile.

La Tasi dovrebbe in quest’ottica finanziare il welfare comunale e i servizi alla persona ma soltanto per le categorie più deboli. Non è ancora stato stabilito se l'aumento può essere applicato solo alla prima casa o anche agli altri immobili di proprietà, per i quali si paga ancora l'Imu. La somma tra Imu e Tasi non potrà tuttavia superare l'1,06%-1,14% (non è ancora chiaro) del valore dell’immobile.

Tasi, quanto si paga città per città: a Torino, Roma e Milano serviranno intorno alle 700 euro per un appartamento di 120 metri quadri. Per le abitazioni più piccole la capitale rimane la più cara con 443 euro. Seguono a ruota Bologna con 386 euro, Torino con 353 euro e Milano con 344 euro. Se quest'ultima opta per l'aliquota più alta, la Tasi 2014 sarebbe più alta dell'Imu 2012, di 130 Euro.


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