Privatizzazione Poste Italiane: il 5% riservato ai dipendenti

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Dopo aver evitato il fallimento di Alitalia (con l’ingresso nel capitale della ex società di bandiera) Poste Italiane va verso la privatizzazione.

Il governo sta accelerando e Poste dovrebbe sbarcare in borsa con una quota massima del 40% entro la fine del 2014: il 5% dovrebbe essere riservato in modo gratuito ai circa 140mila dipendenti.

Tali indiscrezioni sono riportate stamattina dal Corriere della Sera secondo cui la cessione di quote potrebbe avvenire appunto prima della fine dell'anno sempre che le condizioni di mercato siano favorevoli.

In particolare si starebbe mettendo la quinta per definire la parte regolatoria e il contratto di programma, che potrebbe essere allungato dai 3 anni attuali a 5 anni.

Il coinvolgimento dei lavoratori nel processo di privatizzazione è ritenuto essenziale dal premier Enrico Letta che così trova facilmente anche il sì dei sindacati, anche se la questione della governance delle Poste post privatizzazione è ancora da affrontare in tutte le sue sfaccettature.

Rimane per ora ferma l’ipotesi che la metà della quota ceduta da Poste Italiane finirà nelle mani di investitori istituzionali, il resto sarà offerto sul mercato.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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