Bitcoin in borsa col botto: futures a quota 18.850 dollari - Video

Bitcoin si basa sul peer-to-peer e la crittografia, con messaggi "cifrati" leggibili con la propria chiave. Quello che c'è da sapere sulla criptovaluta e la crescita del suo valore fino al picco di questi giorni

Attese della vigilia mantenute: la corsa del Bitcoin che prosegue senza freni con il suo debutto su una piazza borsistica mondiale. I futures sui contratti di gennaio della criptovaluta sono balzati a quota 18.850 dollari sul Cboe Futures Exchange di Chicago, con il sito del Chicago Board options exchange andato inizialmente in tilt per gli elevati scambi e l'alta valatilità.

Le contrattazioni avevano aperto in area 15.000 dollari, poi gli scambi del nuovo future sulla criptovaluta sono aumentati alla velocità della luce.

Quando in Italia era circa mezzanotte, le diciotto del pomeriggio a New York, Bitcoin aveva raggiunto quota 14.890 dollari, dopo essere schizzato a quota 16.150 dollari per poi rintracciare e attestarsi sui 15.680 dollari. Sul Nasdaq i futures sul Bitcoin dovrebbero debuttare entro metà gennaio 2018.

Cosa sono i futures? Un future è un contratto derivato negoziato su mercati regolamentati con cui le parti, acquirente e venditore, si scambiano una certa quantità di una data attività finanziaria o reale, attività chiamata sottostante, a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura prestabilita, con una prestazione a scadenza.

Rally Bitcoin: sfonda quota 16.000 dollari

Sydney Pub To Accept Bitcoin Virtual Currency

8 dicembre

Prosegue inarrestabile il rally Bitcoin, con le quotazioni della criptovaluta che hanno superato ieri i 16.000 dollari, per la precisione il picco massimo è stato di 16.064 dollari.

Negli ultimi trenta giorni il valore è salito di oltre il 50% mentre da inizio 2017 le quotazioni Bitcoin sono cresciute del 1300%. Se la bolla speculativa Bitcoin esploderà, come sostengono da tempo molti analisti, sui mercati potrebbe abbattersi una nuova tempesta finanziaria ma intanto negli Stati Uniti a breve potranno anche essere scambiati i future sulla criptovaluta.

L’ultima impennata delle quotazioni Bitcoin è arrivata in scia all’annuncio da parte della Borsa di Sydney, sull’introduzione del Blockchain, ovverosia quella tecnologia che rende possibile gli scambi con il bitcoin, per le transazioni azionarie.

La start-up Digital Asset Holdings, con a capo l’ex banchiera di Jp Morgan Blythe Masters, fornirà la tecnologia alla borsa australiana, promettendo di ridurre i costi e di rafforzare la sicurezza e la trasparenza delle transazioni.

Bitcoin da record a quota 10.000 $

29 novembre 2017

Nuovo record per il Bitcoin nella notte la moneta virtuale ma dal valore reale ha superato per per la prima volta della sua (breve) storia quota 10.000 dollari USA, per un guadagno del 25% solo nell'ultima settimana, per poi calare nella mezz'ora successiva di oltre l'8% (a quota 10.124 dollari).

La brusca discesa conferma i timori dei detrattori del Bitcoin sulle sue oscillazioni di rilievo e repentine, anche nel breve periodo, andamenti invece spiegati dai sostenitori della criptovaluta con fattori quali la sua giovane economia, la sua stessa natura e a per cause legate ai cosiddetti mercati illiquidi.

Fatto sta che l'ultimo massimo raggiunto nella notte porta il Bitcoin a quota 10.831 dollari, per una crescita pari al 10% circa in sole 24 ore come rileva CoinDesk.

Bitcoin sfondano quota 6000 dollari

23 ottobre 2017

Bitcoin inarrestabili. Nuovo record storico per il valore reale della giovane moneta virtuale (nata nel 2009) che ha sfondato in queste ore quota 6.000 dollari USA. La criptovaluta ha fatto registrare un aumento del 500% da inizio 2017. Il tutto per un valore superiore ai 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, più di giganti della finanza come la banca d'affari americana Goldman Sachs per intenderci.

Le autorità cinesi e coreane hanno potuto solo tamponare la speculuzione bitcoin, riuscendo a riportare per breve tempo, nelle scorse 5-6 settimane, la criptovaluta sotto i 4.000 dollari. Chi ha investito in Bitcoin a inizio anno ha cresciuto il suo portafoglio di otto volte.

Ricordiamo i Bitcoin non vengono emessi da nessun istituto o banca centrale ma direttamente dai singoli utenti tramite complicati algoritmi. Ma quali sono i motivi dell'ascesa della cripto valuta?

Gli analisti non sono concordi, tra chi parla di una imprevista assenza di contanti in Zimbabwe e chi di rialzo delle commissioni per chi fa trading. Di certo c'è un timore e cioè che la bolla speculativa esploda lasciando i segni.

Ora il mondo finanziario guarda con attenzione a dopodomani 25 ottobre quando un update di software porterebbe alla nascita di Bitcoin Gold, con possibile scissione gli investitori: anche questa potrebbe essere una ragione alla base dell'ultimo repentino rally bitcoin.

Bitcoin: cosa sono e come funzionano

25 gennaio 2014

Anche in Italia si comincia a parlare di regolamentazione dei Bitcoin, quando in realtà, vista la loro scarsa diffusione, non servirebbe. Parte da questa considerazione un articolo di qualche giorno fa sulla moneta elettronica virtuale scritto da Francesco Vatalaro sul fattoquotidiano.it.

Il docente di Telecomunicazioni (a Roma Tor Vergata) trae spunto dall’emendamento presentato di recente dal deputato di Sel Sergio Boccadutri che vorrebbe appunto regolare anche nel nostro Paese l’utilizzo di questa nuova tecnologia.

Secondo Vatalaro così facendo si cadrebbe ancora una volta:

“nell’eccesso di attività legislativa e regolatoria. Nella fattispecie del Bitcoin, infatti, l’emendamento proposto sembra più che altro volto ad estendere a questo pseudo-conio lenorme restrittive sulla circolazione del contante. Sempre che Bitcoin possa considerarsi (solo) una moneta, prima di pensare al quadro normativo, ci si dovrebbe chiedere quale sia la sua effettiva rilevanza in Italia: la community che gli ruota intorno si compone al massimo di qualche centinaio di giovani entusiasti (a Roma si riuniscono in un bar del Quartiere Balduina), mentre gli esercizi che accettano bitcoin per i loro servizi sono poche unità (sempre a Roma, un piccolo hotel nel Quartiere Trieste). Non molto più di questo, ancora”.

Quindi è (ancora) inutile regolamentarli? Sicuramente è preoccupante che in parlamento non si conoscano nei dettagli i termini della questione, ma a nostro modesto avviso il problema non è tanto l’eccesso di normativa ad affliggere il nostro Paese, ma l’eccesso di cattiva normativa.

È bene che si cominci a parlare di regolamentazione dei Bitcoin. Sarà pure presto per l'Italia, ma della moneta virtuale creata su internet ce ne sono centinaia di milioni (reali) in giro per la rete e i margini di guadagno fin qui assicurati da Bitcoin sono da capogiro: il valore della moneta che si conia via web è cresciuto finora in modo esponenziale.

Ce n'è abbastanza per avviare un percorso normativo anche in Italia. L’importante è che si conosca, e bene, quello che si intende sottoporre a vincolo di legge.

Ma da dove spuntano fuori, cosa sono e come funzionano i Bitcoin? Vediamo.

Cosa c'è da sapere sui Bitcoin

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Cominciamo dalla definizione che ne dà il sito ufficiale:

Bitcoin usa la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banche; la gestione delle transazioni e l'emissione di bitcoin viene effettuata collettivamente dalla rete. Bitcoin è open-source; la sua progettazione è pubblica, nessuno possiede o controlla Bitcoin e ognuno può prendere parte al progetto. Attraverso alcune delle sue uniche proprietà, Bitcoin permette utilizzi entusiasmanti che non potrebbero essere coperti da nessun altro sistema di pagamento precedente.

Cioè? Bitcoin è innanzitutto un software che si basa su una concatenazione certificata e cronologica in un libro mastro digitale unico e ubiquitario di una sequenza completa di “transazioni”.

Detta più volgarmente i bitcoin sono dei file criptati che contengono informazioni del possessore, cioè di colui che "conia" la moneta virtuale che poi può essere usata per compravendite online, alla faccia di banche e carte di credito/pagamento. Per "battere" bitcoin bisogna perciò scaricare il software open source che gestisce le transazioni.

Con la "criptovaluta" Bitcoin (codice: BTC o XBT) si indica dunque sia il software anonimo e open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione sia la rete peer-to-peer che ne deriva.

Il genio (o il gruppi di geni) che ha inventato questo software nel 2008 è conosciuto, si fa per dire, con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Come funziona praticamente? Abbiamo detto che Bitcoin è un sistema per produrre e scambiare la moneta virtuale con il software apposito che funziona sulla base di un protocollo peer-to-peer, simile ai sistemi utilizzati per scaricare e condividere i file online in cui ogni computer diventa un nodo della rete come gli altri: è in questa fase che avvengono “conio” della moneta e transazioni. Non c’è nessuna banca centrale, nessun tracciabilità dei "movimenti" e nessuna gabella da pagare.

Come viene coniato un bitcoin? Si tratta d'un processo informatico lungo e complesso, il cosiddetto mining (cioè estrazione). Funziona così: la rete Bitcoin genera e distribuisce moneta in modo casuale a intervalli regolari a chi ha il software attivo sul proprio computer. Semplificando, i computer collegati, anelli della rete, ogni tot di tempo sono sottoposti a un problema crittografico di difficile soluzione, che richiede uno smisurato numero di prove per venirne a capo.

Il calcolo viene fatto dal software seguendo input casuali generati dal protocollo: intervalli variabili viene immesso il problema da risolvere nella rete e il computer che per primo trova una soluzione fa partire un avviso per gli altri con la richiesta di avere la proprietà di un nuovo blocco di Bitcoin. Ecco pronto il nuovo conio.

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