Bundesbank: serve prelievo sui capitali dei cittadini nei Paesi UE a rischio default

La banca centrale tedesca: "Una tassa sui capitali corrisponderebbe al principio della responsabilità nazionale".

Prelievo forzoso capitali privati Ue

L’unica via per i Paesi dell’Unione Europea a rischio default è quella di fare cassa attingendo alla ricchezza dei propri cittadini con un prelievo una tantum da effettuare appunto sui capitali privati prima che vengano chiesti aiuti finanziari agli altri Stati.

Così si esprime in una nota la Bundesbank, che com’è noto spesso sente di poter parlare anche a nome della Bce. La banca centrale tedesca è da sempre schierata contro la politica dei salvataggi in Eurolandia, a meno che pagare per le dissennate politiche di istituzioni finanziarie e governi siano i cittadini.

E se il prelievo coattivo già visto all’opera con la crisi cipriota non doveva essere il modello da usare per evitare i fallimenti, ciclicamente lo spauracchio prelievo forzoso viene rilanciato:

Nel bollettino mensile diffuso dalla Bundesbank oggi si legge:

"Una tassa sui capitali corrisponderebbe al principio della responsabilità nazionale, in base al quale i contribuenti sono responsabili delle obbligazioni del proprio Paese prima che venga richiesta la solidarietà internazionale".

La stessa Bundesbank riconosce che tutto ciò comporterebbe considerevoli rischi, non solo per i mercati finanziari, e che attuare tale misura non sarebbe affatto facile ma che bisogna comunque prenderla in considerazione in casi eccezionali come il paventato default di uno Stato.

Il Fondo monetario internazionale lo scorso ottobre calcolò che per riportare i debiti pubblici di 15 Paesi dell’eurozona ai livelli pre-crisi (al 2007 insomma) sarebbe stato necessario un prelievo una tantum del 10% sulla ricchezza netta delle famiglie.

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