Ue contro le pensioni minime Italiane: "Inadeguate"

Le pensioni italiane violano ben 7 norme della Carta sociale europea


. Questo è quanto stabilito dal Comitato per i diritti sociali del Consiglio d'Europa, che ha valutato il sistema pensionistico del Bel Paese e lo ha bocciato senza appello. In particolare, nel mirino di Bruxelles sono finite le pensioni minime, giudicate "inadeguate a sopravvivere".

Le pensioni italiane non consentono alle persone anziane un livello di vita paragonabile a quello del resto della popolazione, e questa è un'altra violazione della Carta sociale europea.

Il documento è composto da 50 pagine e prende in esame il periodo che va dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2011. L’analisi condotta dal Comitato ha riguardato anche le politiche per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, le norme che devono garantire il diritto alla sicurezza sui luoghi di lavoro e quelle relative all’accesso ai servizi sanitari e all’assistenza sociale.

Non si tratta dell'unica perplessità europea nei confronti del sistema previdenziale italiano. Lo scorso ottobre, l'Ue ha aperto una procedura di infrazione contro il nostro paese perché le disposizioni contenute nella legge 214 del 2011 (in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini) sarebbero in contrasto con l’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne.

Se in quest'ultimo caso si tratta di una procedura di infrazione, la bocciatura di oggi non avrà necessariamente conseguenze perché il Comitato per i diritti sociali è un organismo può dare solo un parere non vincolante.

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