Italia maglia nera per i rimborsi PA: rischio procedura d'infrazione Ue

Il rapporto della Confartigianato consegnato al Commissario europeo Tajani

Un sondaggio condotto tra il 9 e il 15 gennaio 2014 su un campione di artigiani e piccoli imprenditori, e i cui risultati sono stati diffusi oggi da Confartigianato, mostra ancora una volta i ritardi della Pubblica Amministrazione italiana nei pagamenti. Il tempo medio di rimborso è di 170 giorni, contro i 30 previsti dal decreto sui tempi di pagamento che recepisce la direttiva Ue. Con questo risultato, l'Italia si aggiudica il poco invidiabile primato di paese con i tempi di pagamento più lunghi in tutta l'Unione Europea.

Nel 2013, l'83% dei piccoli imprenditori che hanno risposto al sondaggio "non ha rilevato alcuna accelerazione nei tempi di pagamento degli enti pubblici". Addirittura, il 12% delle imprese "segnala comportamenti anomali da parte della Pa debitrice per aggirare la legge sui tempi di pagamento: ad esempio, richieste di ritardare o di riemettere le fatture, oppure la contestazione pretestuosa su beni e servizi forniti dalle imprese". Secondo gli artigiani, i ritardi di pagamento della PA sono costati alle imprese italiane 2,1 miliardi di euro di maggiori oneri finanziari. Gli imprenditori sono infatti costretti a chiedere prestiti in banca per finanziare la carenza di liquidità causata dalle fatture non saldate.

A questo si aggiunge il maggior debito commerciale della P.A. verso le imprese, pari al 40% del Pil.Il presidente di Confartigianato, Merletti ha presentato questi dati al vicepresidente della Commissione europea, Tajani affinché Governo e Commissione intervengano. E proprio Tajani, commentando il risultato della ricerca, ha annunciato che già dal prossimo lunedì l'Ue è pronta ad avviare le pratiche per la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per la mancata applicazione della direttiva sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione.

Tajani ha spiegato che la sanzione per l'italia sarebbe di centinaia di migliaia di euro al giorno, mentre "solo per la mora parliamo di cifre pari ad un anno di Imu", attorno ai 3-4 miliardi. Lunedì Tajani attende i dati dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, e se anche quelli saranno così drammatici avvierà la procedura d'infrazione.

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