Istat: famiglie più povere nel 2012, reddito giù in tutte le regioni

Le imposte correnti sono salite del 5,7% incidendo sul reddito disponibile per il 15,7%.

Il reddito disponibile delle famiglie nel 2013 si è ridotto in valori correnti rispetto all'anno precedente in tutte le regioni italiane.

A rilevarlo è l’Istat che certifica come dal confronto con la media nazionale (-1,9%), il Mezzogiorno segni la flessione più contenuta (-1,6%), seguito dal Nord-est (-1,8%), dal Nord-ovest e dal Centro del Paese (-2%).

Le regioni che fanno invece registrare i cali più marcati sono la Valle d'Aosta e la Liguria (-2,8% in entrambe). Il crollo del reddito registrato nel 2012 a livello nazionale è in sostanza sui livelli di quello del 2009 (dopo due anni di crisi) e fa il paio con la drastica caduta dei consumi. E non è che nel 2013 si sia assistito a segnali di inversione del trend.

Secondo l’Istituto nazionale di statistica:

"l'economia italiana nell'ultimo quadriennio ha attraversato una fase di crisi che ha avuto effetti negativi anche sull'andamento del reddito disponibile delle famiglie".

Perciò il valore nominale del reddito disponibile nel 2012 è risultato di poco di superiore a quello del 2009 (+1%), ma le difficoltà non hanno colpito tutte le famiglie in tutte le regioni allo stesso modo. Quello che ha interessato tutti i nuclei è che le imposte correnti pagate dalle famiglie sono aumentate, nel 2012, del 5,7% cosicché la loro incidenza sul reddito disponibile al lordo delle stesse imposte è aumentata dello 0,9% a livello nazionale: dal 14,8% al 15,7% (nel video: l'aumento delle tasse locali tra il 2010 e il 2012).

Il 2012 è stato un anno nero specie per per il Centro Nord, dove c’era più da perdere in termini di ricchezza disponibile. Se si considera però l’intero periodo 2009-2012:

"il reddito disponibile ha segnato un andamento più favorevole nelle regioni settentrionali, con una crescita complessiva dell'1,6% nel Nord-ovest e dell'1,7% nel Nord-est".

Nel 2012 però nel Mezzogiorno il reddito disponibile è risultato al di sotto quello del 2009. Se si considera invece il reddito disponibile non delle famiglie ma per abitante il valore pro-capite, in valori correnti, tra 2009 e il 2012 è calato dello 0,1%, come risultato di una consistente flessione al Centro (-1,2%), di una variazione nulla nel Nord e di un piccolo aumento nel Sud del Paese (+0,2%).

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