Squinzi a Letta: "risposte o faremo appello al Quirinale"

Il leader di Confindustria: "Conosco bene Letta da tanti anni, credo che il suo immobilismo sia determinato da una situazione politica-istituzionale piuttosto confusa".


Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi stringe all’angolo il premier Enrico Letta. Il botta e risposta a distanza tra i due continua dopo che Squinzi aveva tacciato il governo di eccessivo e ingiustificato ottimismo sulla ripresa, e il presidente del Consiglio, piccato, aveva detto che è ora di finirla con il disfattismo (degli industriali).

Stamattina Squinzi, in un'intervista a Radio24, torna a rinfocolare il dibattito ponendo un ultimatum al governo: se Letta il 19 febbraio non si presenterà al consiglio direttivo di Confindustria portando delle risposte concrete, gli imprenditori faranno appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"Conosco bene Letta da tanti anni, credo che il suo immobilismo sia determinato da una situazione politica-istituzionale piuttosto confusa".

ha detto Squinzi. Ma alla domanda se il premier sia da considerare più il figlio di Andreotti o dell'economista e politico Andreatta, ha risposto:

"Figlio di uno o dell'altro, i risultati sarebbero migliori di quelli che purtroppo si sono visti fino ad ora".

A proposito dell'accusa di disfattismo il numero uno di Confindustria ha replicato:

"Più che un disfattista penso di essere un realista. Il presidente Letta mi ha convocato ieri a palazzo Chigi, ci siano spiegati, gli ho presentato le nostre priorità che devono essere realizzate in tempi strettissimi. Se viene con la bisaccia vuota sarebbe un problema: non ci resterebbe che appellarci al presidente della repubblica".

Squinzi ha poi aggiunto di confidare nella grande saggezza dell'inquilino del Quirinale: saprà prendere le giuste decisioni.

(Nel video l'intervento del vice presidente di Confindustria nell'ultima puntata di Ballarò: "la situazione del paese è drammatica").

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