Decreto liberalizzazioni: come si apre una Srl con un euro

Il decreto liberalizzazioni varato dal governo Monti tra le altre misure ha introdotto la possibilità di aprire una Società a responsabilità limitata con un solo euro di capitale sociale. Vediamo cosa dice il provvedimento.

Soci con età inferiore a 35 anni - I soci della cosiddetta Srl semplificata devono essere tutte persone fisiche e non giuridiche e avere meno di 35 anni; se l’età è superiore non possono avere quote.

L’amministratore deve essere sempre interno alla società. Il provvedimento ha anche eliminato le spese notarili, di bollo e segreteria. Rimangono da versare l’imposta di registro pari a 168 euro e la tassa annuale per la Camera di commercio.

Il modello da compilare - C’è tutto in una pagina, composta da 10 articoli, in cui indicare:

- le generalità del socio o dei soci

- il nome della nuova società

- l’attività della società

- il capitale sociale, che dev’essere compreso tra un euro e 9.999 euro.

Soci con più di 35 anni - Chi ha già compiuto i 35 può costituire una società con un euro, ma deve pagare le spese notarili e la società si chiamerà Srlcr, Società a responsabilità limitata a capitale ridotto.

Quando un socio della Srl semplificata semplice compie 35 anni, se è socio unico deve trasformare la Srl semplificata in una Srl a capitale ridotto, o in un’altra Srl.

Invece se i soci sono diversi, il socio che compie i 35 anni può cedere la propria quota ad un under 35, anche se nuovo socio. In tal caso però l’over 35 non potrà più fare parte della Srl semplificata, anche se l’ha costituita.

Ecco cosa manca al provvedimento secondo Il Sole 24 Ore:

Il Governo getta il cuore oltre l'ostacolo (la capitalizzazione dell'impresa) ma l'ostacolo resta in tutta la sua complessità. Perché è chiaro che ci si può rapidamente sedere (gratis) di fronte al notaio, versare l'euro, sborsarne altri 368 per imposta di registro e tassa annuale per la Camera di Commercio e si esce da quella stanza con una società bell'e fatta.

Poi però la società bisogna renderla operativa e non deve ingannare l'euro di capitale sociale. Servono spazi, arredi, strumenti di produzione. Serve un finanziamento che le banche legano a garanzie finanziarie o patrimoniali. E così servono  la firma di un garante oppure la proprietà di immobili, oppure le fideiussioni. Ma quel che è più importante, serve che l'idea sia buona, che la banca ci veda un futuro, che l'aspirante imprenditore abbia fatto un piano finanziario. E che anche il Confidi ci metta una parola buona.


Foto | © TMNews

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