Sofferenze in crescita per il sistema bancario: +24,6% a dicembre

Il tasso registrato sui 12 mesi a dicembre; a novembre era al 22,7%

Nuove grane per il sistema bancario, che sembra impossibilitato a vedere la luce fuori dal tunnel: a far preoccupare, ulteriormente, analisti, banchieri e pubblici amministratori sono i nuovi dati diffusi da Bankitalia sulle sofferenze bancarie, che a dicembre sono ulteriormente aumentate.

Il tasso di crescita delle sofferenze sui dodici mesi è risultato pari al 24,6% (22,7% a novembre), questo nonostante un netto miglioramento dei tassi d'interesse (se visti dal punto di vista del consumatore): i tassi di interesse per i mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono infatti passati dal 3,86% di novembre al 3,80% di dicembre, mentre un calo è evidenziato anche per i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo passati all'8,69% dal 9,20% di novembre

Secondo il Presidente di EBA (l'Autorità bancaria europea) Andrea Enria l'aumento dei crediti classificati come deterioriati nei bilanci delle banche dell'euro zona è dovuto in particolare agli effetti negativi del ciclo economico, ma anche alla riclassificazione basata sulle nuove definizioni dell'Eba per l'asset quality review (Aqr) in corso.

"I non performing loan (Npl) sono in crescita perché la situazione economica non è buona ma anche perché le banche stanno riclassificando i crediti in difficoltà alla luce delle nuove definizioni Eba. [...] questo non vale per Italia che aveva già regole simili."

ha spiegato Enria il 7 febbraio scorso ad un convegno presso la Camera dei deputati, citato dall'agenzia Reuters. Secondo il Sole24Ore il totale dei crediti deteriorati (sofferenze, incagli ristrutturati e scaduti) è di oltre 300 miliardi, soglia toccata a giugno 2013. Le sole sofferenze lorde a novembre hanno raggiunto i 149,6 miliardi (di cui verso le 100 imprese e 31 verso le famiglie). Quelle nette 75,6. Due anni fa erano rispettivamente 50 e 100 miliardi. Il rapporto sofferenze-impieghi è oltre il 4%: era 0,86% prima della crisi. Solo a fine anno il flusso delle nuove sofferenze ha iniziato a calare, per risalire comunque alla fine di dicembre.

Da più parti prende corpo l'idea di costituire una bad bank interna dove far confluire tutti i crediti sospesi e in sofferenza (su tutti Intesa e Unicredit): i prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 3,8 per cento, in rallentamento rispetto al -4,3 per cento del mese precedente. I prestiti alle famiglie sono scesi dell'1,2 per cento sui dodici mesi

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