BCE: ripresa lenta, è sempre allarme disoccupazione e credito ai privati

Il bollettino mensile della Bce: la politica monetaria rimarrà espansiva fin quando serve. La disoccupazione resta elevata e il credito al settore privato continua a boccheggiare.

La Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino mensile conferma la previsione di "un lento recupero" dell'economia nell'area euro, ma avverte che la disoccupazione resta elevata e nel che i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato di vari Paesi continueranno a influire in negativo sul ritmo della ripresa del Vecchio continente.

Ripresa che dopo sei mesi di crescita positiva del Pil in termini reali continua a essere moderata, i rischi per le prospettive economiche dell’Eurozona restano perciò “orientati al ribasso”.

La Bce conferma altresì la decisione di lasciare invariati i tassi di interesse e mantenere una politica monetaria accomodante finché sarà necessario.

L'Eurotower prevede poi un lento recupero del prodotto nell’area dell’euro grazie a un miglioramento della domanda interna, inoltre i redditi reali beneficeranno della minore inflazione sulla componente energetica”.

La disoccupazione nell'area della moneta unica (se ne parla nel video) invece:

“seppure in fase di stabilizzazione, resta elevata nell’area dell’euro e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a pesare sul ritmo della ripresa”.

Altrettanto critica la situazione del credito al settore privato che ha continuato e continua a ridursi. A dicembre il tasso di variazione dei prestiti alle famiglie si è attestato allo 0,3%, in sostanza invariato dall’inizio del 2013, ma quello relativo ai prestiti alle società non finanziarie è sceso al -2,9%, rispetto al -3,1% di novembre.

Secondo la Bce la frammentazione dei mercati creditizi va ridotta ancora e dove è necessario va consolidata la capacità di tenuta delle banche. In più:

“la tempestiva attuazione di interventi aggiuntivi per realizzare l’unione bancaria contribuirà ulteriormente a ripristinare la fiducia nel sistema finanziario”.

Infine il monito ai governi, tra cui quello italiano, pur senza citarne nessuno, impegnati in questi mesi con impegnative politiche di risanamento dei conti pubblici: non vanificare gli sforzi, le strategie di bilancio siano in linea con il Patto stabilità Ue.

  • shares
  • Mail