Moody’s promuove l’Italia: outlook da negativo a stabile

L'agenzia di rating alza l'outlook da negativo a stabile perché vede stabilizzarsi "la percentuale del livello del debito pubblico nel 2014".


All’indomani delle dimissioni del premier Enrico Letta, l’agenzia di rating Moody’s conferma il giudizio dell'Italia a Baa2 (rating sovrano medio basso) ma rivede al rialzo l'outlook che da negativo diventa stabile. Segno che il lavoro del presidente del Consiglio uscente, costretto a lasciare dal segretario PD Renzi, non è passato inosservato. Ma cosa è mutato per Moody‘s dall’ultima volta che si era pronunciata sulle prospettive di medio-lungo termine del merito di credito del Belpaese, a fine aprile 2013?

L’agenzia di rating statunitense spiega che la revisione al rialzo dell'outlook (cioè l'orientamento di medio/lungo periodo del rating) è dovuta alla:

"resistenza della forza finanziaria dell'Italia così come riflesso dallo stabilizzarsi del rapporto debito-Pil nel 2014".

Rapporto che quest’anno dovrebbe scendere sotto il 135%. Moody's da luglio del 2012 ci tiene sotto osservazione, l’ultimo taglio del nostro rating sovrano c’era stato l’estate scorsa. La decisione di Moody’s sull'outlook arriva a ridosso del dato sul Pil italiano che nel quarto trimestre del 2013 è aumentato dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, facendo segnare il primo aumento da metà del 2011.

Ieri nonostante la salita di Letta al Quirinale per dimettersi, sul mercato secondario, sensibilissimo agli scossoni politico-istituzionali, il rendimento del Btp decennale è sceso ai minimi da febbraio del 2006.

Ora si attende il prossimo giudizio che arriverà sul merito di credito italiano da parte dell’altra grossa agenzia di rating con sede in Usa, Standard e Poor's, il 6 giugno. S&P, che ci assegna un giudizio BBB con outlook negativo, lo scorso mese aveva ammonito sul fatto che il nostro debito pubblico (2.100 mld) suscita ancora più preoccupazioni in un contesto di bassa inflazione.

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