Tasse dell'altro mondo!

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Roba dell'altro mondo sì, però virtuale. La notizia é apparsa su Nova, l'inserto settimanale di tecnologia del Sole24Ore: il Fisco Usa (il famigerato Irs) vuole tassare anche il commercio di oggetti virtuali. Parliamo di spade, armi e palazzi scambiate in quelli che vengono chiamati Mmu (Massive multiplayer universes), universi virtuali dove gli appassionati possono partecipare al loro gioco di ruolo preferito.

Tra questi mondi ve n'é anche uno, si chiama Second Life, dove é possibile convertire moneta reale in denaro virtuale, "un giro di affari - leggiamo sul Sole - di 500mila dollari al giorno grazie ad una economia che cresce del 10-15% ogni mese." Negozi e città virtuali, come quella di Anshe Chung, che in caso di vendità dei propri asset farebbero gola alle casse dello Stato.

Fin qui nulla da obiettare, chi guadagna paga le tasse, ma che dire il commercio riguarda oggetti che nel computer si possono toccare e visitare ma che in realtà non esistono? Come si calcola l'imposta su un'armatura fatata o una spada magica? Per ora il Joint Economic Committee (Jec) ha solo aperto un'indagine per cercare di capire quali sarebbero le reali implicazioni di un'imposta sul virtual commerce ma, come il Jec ha prontamente precisato, per ora l'obiettivo é solo quello di vederci più chiaro.

Vista l'aria che tira nel nostro Paese speriamo che la notizia non arrivi alle orecchie di Prodi e compagni...

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