Il Principe RA(I)nocchio

Canone RAI
C'era una volta una TV pubblica con un debito da oltre cento milioni di Euro, logorata da squilibrati palinsesti di programmi spazzatura e con un CdA volatile come il polline esposto alle burrascose correnti politiche.

C'erano una volta tre reti gemelle che attingevano esosamente dalle tasche degli infelici contribuenti un canone annuale di 99,60 Euro minacciando la popolazione locale di tagliare loro "il filo" nel caso di mancato pagamento.

C'era una volta un servizio di informazione pubblico tiranno che diffondeva notiziari scandalistici incurante dell'etica professionale e che contrabbandava ai telespettatori film di "serie B" arricchiti da un'estenuante maratona pubblicitaria.

C'era una volta, ma non ci sarà più, una RAI scadente e povera di contenuti.
Dal 2007 tutti noi potremo felicemente contribuire con 104 Euro, anzichè i soliti 99,60, a realizzare la RAI del futuro:


''concentrata su due reti generalizzate di servizio pubblico finanziate prevalentemente dal canone, con poca pubblicita' e programmi di elevata qualita'; formata da un pacchetto di reti tematiche e poi da un'altra rete finanziata dalla pubblicita` con programmi commerciali". (Roma, 1 Dicembre - Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni).

La favola RAI racconta di un gruppo, ancora e nonostante tutto, leader in Italia per ricavi (2,53 miliardi) ed ultimo per tasso di crescita (1% annuo rispetto al 5% di Mediaset, al 21% di Sky Italia, al 22% di Telecom Italia Media), fortemente penalizzato dalle sue scelte tecnologiche e di palinsesto.
La matrigna dei Broadcaster nazionali sembra ancora detenere una fetta preponderante (37%) del mercato televisivo nonostante l'inflazione degli ultimi anni.

Un nuovo contratto di servizio, approvato dal CdA RAI anovembre, regolamenterà nei prossimi tre anni il servizio pubblico, appena ci sarà il via libera della commissione parlamentare di Vigilanza.

Una rete interamente commerciale e l'introduzione di 2 nuovi indici di valutazione, sulla singola trasmissione e sull'operato dell'intera azienda, sono le novità principali. Il 15% dei ricavi del gruppo dovrà inoltre essere destinato alla produzione cinematografica, televisiva, teatrale e di animazione nazionale ed europea mentre è previsto il passaggio dei contenuti su una piattaforma multicanale (Internet, digitale terrestre, satellitare e telefonia mobile).

Tutto questo sarà possibile con soli 4,40 euro in più all'anno di Canone RAI…non ci resta che attendere fiduciosi la trasformazione da rospo a principe della nostra bene amata TV nazionale!

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