Casa: tasse per 355 miliardi nel 2012

Lo studio dell’economista Francesco Forte presentato ieri a Roma.

Casa, quanto mi costi. Ai proprietari di immobili l’aumento delle tasse sull'abitazione è costato nel 2012 circa un quarto del nostro prodotto interno lordo (il 23%), una specie di patrimoniale neanche troppo mascherata che tradotto in euro assomma a 355 miliardi.

È quello che emerge dallo studio dell’economista Francesco Forte presentato ieri a Roma dal presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani.

La tasse sugli immobili nel 2011, intese come Ici e imposte per trasferimenti, ammontavano all’1,3% del pil, percentuale che era inferiore alla media dei paesi dell’area Ocse (1,4%) ma superiore al dato mediodell’Eurozona (+1,0%) e in linea con la media dell’Unione Europea (+1,3%).

Nel 2012 cosa è successo? Forte spiega:


L’aumento della tasse sugli immobili deciso dal governo Monti, per l’anno 2012, con il passaggio dall’Imu all’Ici e il contestuale aumento del 60% del moltiplicatore delle rendite catastali era stato giustificato dal fatto che in Italia la tassazione era più bassa della media europea. Non era vero, il nostro paese era allineato. Tanto che nel 2012, con il passaggio dall’Ici all’Imu, la pressione fiscale sugli immobili è salita dall’1,3% al 2,3% del Prodotto interno lordo.

Nel 2012 nell'area euro la pressione fiscale sugli immobili è così cresciuta all’1,1% (+0,1%) del pil, nell’UE e nell’area Ocse è rimasta invece stabile, rispettivamente all’1,3% e all’1,4%.

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