Governo Renzi, Pier Carlo Padoan Ministro dell'Economia. Ha giurato il 24 febbraio

Capo economista dell'Ocse e da poco nuovo presidente Istat

24 febbraio, 11.00: Ritornato da Sydney dopo il giuramento dei suoi colleghi, Pier Carlo Padoan ha giurato nelle mani del Capo dello Stato. Il neoministro dell'Economia ha pronunciato in mattinata la formula di rito.

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Foto Quirinale.it

Governo Renzi, Pier Carlo Padoan Ministro dell'Economia


La delicata e cruciale poltrona di via XX Settembre finisce, dopo una lunga riflessione, a Pier Carlo Padoan. Un altro tecnico all'Economia, quindi, dopo Monti, Grilli e Saccomanni. Un tecnico, stavolta, di caratura internazionale, con esperienze di grande rilievo nelle principali istituzioni economiche mondiali. Spiccano, in particolare, i ruoli di vice segretario capo economista dell'OCSE, ricoperto rispettivamente dal 2007 e dal 2009. Per l'OCSE, Padoan ha diretto i progetti di Risposta Strategica alla crisi economia europea, e di Crescita delle Energie verdi.

Tra il 2001 e il 2005 ha ricoperto il ruolo di Direttore esecutivo per l’Italia del Fondo monetario internazionale con responsabilità su Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Timor Est. Dal 1998 al 2001, è invece stato consulente economico dei governi D'Alema e Amato. Rispetto ai tecnici che lo hanno preceduto a via XX Settembre, Padoan ha un profilo più "di sinistra", e non solo per la vicinanza con Massimo D'Alema, che lo ha in grande stima e lo volle come consigliere quando arrivò a Palazzo Chigi – nonostante avesse all'Economia nomi come Ciampi e Amato.

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E anche le "ricette" economiche di Padoan sono piuttosto nette, e chissà se Renzi sarà in grado di trovare la sintesi con gli alleati di centrodestra. Più volte, infatti, Padoan ha spiegato che le tasse che incidono di meno sulla crescita sono quelle sulla casa e sui patrimoni, mentre i tagli alle tasse che stimolano più l'economia sono quelli sul mercato del lavoro. Inoltre, è un teorico del ripianamento del deficit e, in qualità di capo economista Ocse, proprio poche ore fa, ha invitato l'Italia ad abbassare il cuneo fiscale e a tutelare il reddito dei lavoratori più del posto di lavoro. Vedremo se riuscirà a mettere in pratica ciò che ha predicato.

Laureato in Economia a Roma, docente a Roma, Urbino, Tokyo e al College of Europe, da poche settimane è stato nominato presidente dell'Istat. Una nomina sofferta, il governo Letta provava a farlo insediare già dallo scorso agosto, ma il suo nome era finito nel tiro incrociato di veti interni alla maggioranza a seguito dell'uscita di Forza Italia. Solo a gennaio il governo era riuscito a far approvare la nomina, ma ora l'Istat rimarrà di nuovo senza presidente, dopo che il ruolo era rimasto vacante per diversi mesi a seguito della nomina di Enrico Giovannini a ministro del lavoro, lo scorso anno.

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