Federica Guidi: conflitti di interessi e rapporti con Berlusconi, le polemiche sul Ministro per lo Sviluppo

Governo Renzi: la nuova titolare dello Sviluppo indicata dal premier incaricato è l'imprenditrice Federica Guidi, ex presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria.

24 febbraio 2014: non potevano mancare le polemiche sui nomi dell'esecutivo. Su Federica Guidi le questioni principali sono due.

La prima è annosa, per quanto riguarda il nostro paese: il conflitto di interessi.

La seconda, invece, riguarda il suo rapporto con Silvio Berlusconi.

Ma lei spiega: «Non sono mai stata ad Arcore a cena e Berlusconi non mi ha offerto alcuna candidatura alle Europee»

Federica Guidi ministra sviluppo

Succederà al criticatissimo Flavio Zanonato (dato per perdente poltrona in caso di rimpasto del defunto governo Letta) il nuovo ministro dello Sviluppo economico, anzi la nuova ministra, Federica Guidi. Fiducia del parlamento permettendo.

Ma chi è la nuova titolare di quello che una volta si chiamava dicastero dell'industria? Modenese di 45 anni, imprenditrice, laureata in giurisprudenza, dopo gli studi la Guidi ha lavorato per un paio d'anni come analista finanziario, giusto il tempo di farsi le ossa prima di entrare nell'azienda di famiglia, la Ducati Energia, dove arriva presto fino alla carica di amministratore delegato. Suo padre Guidalberto per due lustri è stato il vice numero uno degli industriali italiani.

Dal 2002 al 2005 la Guidi è stata presidente regionale dei Giovani imprenditori dell'Emilia-Romagna nonché vicepresidente degli imprenditori della regione. Dal 2005 al 2008 è stata al fianco di Matteo Colaninno (oggi parlamentare PD) come vicepresidente dei Giovani imprenditori di Confindustria prima di diventarne presidente, con delega per l'economia e la finanza d'impresa.

Federica Guidi è anche membro della Commissione Trilaterale, think tank non governativo e apartitico fondato 40 anni or sono dal banchiere americano David Rockefeller con il fine di agevolare la cooperazione internazionale e la crescente interdipendenza tra gli Stati.

Un curriculum, quello della neo ministra indicata dal premier incaricato, che non appare ricchissimo di esperienze se confrontato con quello dei due "rivali" dati per quasi certi sulla poltrona del Mise fino all'ultimo, cioè l'ad di Fs Moretti e l'ex presidente di Telecom Italia Bernabè, quest'ultimo appartenente alla categoria (da rottamare per qualcuno) dei cosiddetti boiardi di Stato. Ma si sa a Matteo Renzi piacciono le scommesse e se non è riuscito a imporre il suo nome all'Economia (Delrio) ha preteso mani libere almeno sullo Sviluppo. Il segno del cambiamento andava dato.

Alla Guidi ora passerà la patata bollente dei 159 tavoli di confronto aperti al Ministero dello Sviluppo economico per le crisi aziendali che a inizio 2014 coinvolgono ben 120mila lavoratori da un capo all’altro del Paese.

Foto | Wikimedia

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